«Non mi farò portare via i ricordi di una vita». E incendia la villa prima del pignoramento

La disperazione gioca brutti scherzi. E a volte neanche il sostegno di chi ci è intorno è sufficiente a placarla. La crisi, infatti, ha amplificato l’angoscia e la solitudine di chi è “inseguito” da problemi economici. Ne sa qualcosa Giuseppe Oneda, imprenditore bresciano che nei giorni scorsi ha tentato di incendiare la villa di famiglia, pur di non farla pignorare. «Ecco, adesso potete venire a prendervi la casa», avrebbe detto alla banca, dopo aver appiccato il fuoco. Quindi si sarebbe autodenunciato ai carabinieri. 
A salvare l’uomo (e la casa) dal rogo un vicino, che lo ha visto con la tanica di benzina ancora in mano. Giuseppe Oneda è stato arrestato, e ora si trova nel reparto di psichiatria di Montichiari per ulteriori esami. 
 
Dopo la perdita dell’azienda, quella della moglie
L’imprenditore era proprietario della Omb, azienda che produceva cassonetti per rifiuti fallita nel 2011. Nel frattempo, la moglie Emilia se n’era andata per un cancro nel 2010. Solitudine e difficoltà materiali si sono rivelate un mix esplosivo. Tuttavia Giuseppe Oneda non aveva smesso di preoccuparsi per i suoi dipendenti, e infatti aveva dato via tutto per poterli pagare. 
Così, vicini e amici si erano mobilitati per sostenerlo, umanamente e materialmente. I servizi sociali gli avevano suggerito di presentare domanda per una casa popolare. L’uomo aveva rifiutato, per una sorta di pudore. Eppure avrebbe avuto tutte le carte in regola per ottenerla. Tuttavia prima del tentato incendio alla villa, probabilmente come richiesta estrema di aiuto, aveva chiamato i figli e le forze dell’ordine per annunciare il gesto. 
 

 

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