A Napoli un convegno sul nanoprestito, il prestito per famiglie in difficoltà

Nei momenti difficili bisogna re-inventarsi e adattarsi. Vale anche per gli usurai che, come i camaleonti, “cambiano pelle” per sopravvivere alla crisi economica. Perciò, soprattutto al Sud, «per mitigare i rischi della denuncia, tendono a orientarsi verso prestiti inferiori ai 2.500 euro, erogati con l’applicazione di interessi dal 10 al 20 per cento al mese (120-240 per cento all’anno), approfittando del fatto che né le banche, né le finanziarie trovano generalmente conveniente trattare quel “taglio di prestiti” a tassi legali». A tracciare il quadro è Fabio Giuliani di Libera.

Così, per impedire la diffusione di questa tendenza emergente, a partire da quest’anno verrà sperimentato il nanoprestito, finalizzato a consentire l’accesso al credito, per somme entro i 2.500 euro, alle fasce sociali economicamente più deboli e ai cosiddetti soggetti non bancabili, in genere esclusi dai canali ufficiali. E per far conoscere le potenzialità del nuovo strumento di credito, il 30 gennaio si terrà a Napoli un convegno intitolato “Microfinanza e Fondi Strutturali 2014-2020: Inclusione, Coesione e Sviluppo”. L’iniziativa, organizzata da Finetica onlus, associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito (Anspc) e Rete Italiana Microfinanza (Ritmi), sarà ospitata dal Salone delle Assemblee del Banco di Napoli.

 
 
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