Abruzzo, il 99% dei conti correnti presenta irregolarità

Le anomalie bancarie sono la “regola”, e non l’eccezione, se si analizzano i dati relativi a questa piccola regione italiana. Infatti, dai dati contenuti nel Report Nazionale sull’usura praticata dagli istituti di credito emerge che,dei circa 50.000 conti correnti intestati a cittadini abruzzesi, nessuno è immune.

E il preoccupante quadro è confermato dai risultati dell’analisi della Confederazione Italiana dell’Artigianato (Cgia) di Mestre, secondo la quale il “rischio” di essere vittima di usura bancaria, in Abruzzo, è più alto del 44% rispetto alla media nazionale. Peggiore solo la situazione di campani e calabresi.

Molteplici le cause del fenomeno, tra cui tassi d’interesse medi al 3,54% (contro il 2,69% della media nazionale) e l’elevato rapporto tra sofferenze e impieghi bancari, che tocca quota 14,1% a fronte dell’8,43% del dato nazionale.

«L'usura bancaria rappresenta un vero e proprio pericolo per il nostro Paese e per la nostra Regione in quanto aggredisce il patrimonio industriale, artigianale, agricolo e dei servizi che connota il tradizionale corpo produttivo dell'Abruzzo». Ha scelto queste parole il deputato del Movimento Cinque Stelle Andrea Coletti per presentare l’interrogazione parlamentare con cui ha chiesto al Ministro della Giustizia di rendere noti i dati relativi alla diffusione del reato di usura bancaria nella regione. «Io e la collega del mio studio, Raffaella Di Giovanni, siamo riusciti a bloccare, grazie alla collaborazione di un Pubblico Ministero, un’esecuzione immobiliare richiesta da una banca a seguito della denuncia di una possibile usura bancaria, ma auspico che le associazioni di categoria siano più vicine ai propri associati nel verificare che le banche non stipulino contratti illegittimi nei loro confronti». 

 
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