Come difendere i propri beni da Equitalia se si eredita un debito?

Accettare qualcosa “con beneficio d’inventario” è un’espressione assai diffusa. In pochi però, hanno provato sulla loro pelle cosa significa, concretamente. Tra questi, un fratello e una sorella di Viareggio che, proprio grazie a questa dicitura, hanno vinto la battaglia contro Equitalia. E ora l’Agenzia di Riscossione dovrà risarcire loro 40.000 euro.
 
Tutto inizia quando muore il padre dei due che, dietro suggerimento dell’avvocato, accettano l’eredità avvalendosi di questa formula. Ciò per far sì che, in caso di debiti pregressi, i creditori non potessero rivalersi sul loro patrimonio personale. Il defunto doveva allo Stato circa 1,5 milioni di euro tra tasse e accertamenti fiscali.

 
 
«Formalmente ho avvisato Equitalia, ma questa si è ostinata a procedere con un’esecuzione sui beni in possesso dei fratelli. Sia alle Poste per alcuni conti che presso le agenzie di lavoro interinali grazie alle quali i due avevano trovato lavoro e dalle quali vengono pagati». A sintetizzare l’accaduto è l’avvocato Purini, legale degli eredi. Il ricorso da lui portato avanti si è concluso positivamente ed ha reso possibile, oltre il risarcimento, lo sblocco integrale dei beni.
 
Riceviamo e pubblichiamo volentieri a integrazione del nostro articolo
 
Quella cartella Equitalia da 1,5 milioni di €, l'ho annullata io. Ovviamente ho tutte le prove di ciò che dico, alla prima udienza dell'avvocato, io avevo già in mano da un paio di mesi l'atto di annullamento di Equitalia, e la relazione contenente la cancellazione di tutti i ruoli (anche uno non ancora passato ad Equitalia) da parte dell' Agenzia delle Entrate.
 
Questo perchè oltre ai due fratelli di Viareggio, era presente una terza coobbligata, la madre degli stessi, la quale ha affidato a me lasua pratica nel novembre 2014. Quindi con il mio metodo stragiudiziale, a dicembre (un mese dopo) è arrivato l'atto di annullamento della cartella e dell'iscrizione ipotecaria, ed a gennaio 2015 la stessa Agenzie delle Entrate ha cancellato l'errata iscrizione, lasciando le pendenze solo sull'eredità ai sensi dell'art. 490 c.c. da me invocato.
 
Pertanto senza nulla togliere al lavoro dell'avvocato, effettivamente alla data della prima udienza sostenuta, i ruoli e le cartelle erano già stati cancellati. Una vittoria facile diciamo.
 
(per la moderazione, al fine di poter verificare quanto affermato, si incollano link utili per la verifica:
articoli sul caso, notare anche le date di pubblicazione e le date dei documenti allegati: 
http://tuteladirittiviolati.it/cartella-equitalia-annullata-1/
http://tuteladirittiviolati.it/beneficio-di-inventario-equitalia-come-difenderti/
http://tuteladirittiviolati.it/beneficio-di-inventario-debito-storia/
Testimonianza della cliente:
http://tuteladirittiviolati.it/testimonianze/#comment-6 )
 
 

 

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