Contributi previdenziali: dopo quanto si prescrive il credito di Equitalia?

Quando si ha a che fare con l’Agenzia di Riscossione, a fare la differenza sono i termini di prescrizione. Questi variano infatti in relazione alla natura del debito. Non sempre però i contribuenti sono adeguatamente informati. Sono quindi provvidenziali, in tal senso, le sentenze degli organi di giustizia. Recentemente è stata la Corte d’Appello de l’Aquila a pronunciarsi, cancellando una serie di cartelle esattoriali riguardanti contributi previdenziali per un totale di circa 10.000 euro. La sentenza è stata motivata dal fatto che erano decorsi i cinque anni previsti per la prescrizione di tale tipologia di importo.
 
La pronuncia della Corte d’Appello sconfessa la precedente decisione del Tribunale di Pescara, che aveva accolto le istanze di Equitalia.
«La nostra è una lungimirante battaglia in favore dei contribuenti con particolare attenzione delle fasce più deboli, pensionati, lavoratori dipendenti e piccoli imprenditori. Sono proprio queste categorie ad essere maggiormente tartassate dal fisco ed a pagare più degli altri gli effetti negativi dalla crisi economica». Così Giovanni D’andrea, Responsabile Regionale dell’associazione Codici d’Abruzzo.
 

 

“Cartelle pazze”: cosa fare per difendersi da Equitalia

 

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