Dino R.

Io e mia moglie siamo commercianti di bevande dal 1985 e, a seguito della scissione di un terreno edificabile di nostra proprietà, abbiamo costruito un immobile di circa 3 milioni di euro venduto quasi completamente. Mancano tre piccole unità commerciali per chiudere in prefinanziamento bancario con alcuni istituti di credito. 
 
Abbiamo contestato in più sedi la sanzione di 120.000 con interessi e mancata presentazione di documenti richiesti da Equitalia e 300.000 euro perchè non eravamo congrui con lo studio di settore. La nostra commercialista ha contestato i calcoli effettuati dai loro contabili senza mai avere una risposta pertinente. L'immobiliare ha fatto solamente questa costruzione e non è attività prevalente. Anzi non vediamo l'ora di chiuderla, anche a costo di svenderla per estinguere il debito bancario. Non abbiamo un terzo della cifra chiesta per fare causa. Ci resta di aspettare i loro sequestri. Avevano già messo le mani sul conto corrente ma non c'era niente. Ora, che è tornato attivo, i due terzi dei ricavi andranno all’istituto di credito come ipoteca di primo grado mentre un terzo a Equitalia. Abbiamo chiesto l’intervento degli avvocati dei Nuovi Consumatori di Parma ma è stato tutto inutile.
 
 
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