Disoccupata riceve due cartelle e tenta il suicidio. Equitalia promette di aiutarla

Ce l’ha un cuore, la burocrazia? L’esperienza comune porterebbe a rispondere di no, eppure a volte può sorprenderci con un lampo d’insperata umanità. È successo nei giorni scorsi, quando Equitalia ha contattato la Gazzetta di Mantova. Una 50enne disoccupata aveva tentato il suicidio, dopo aver ricevuto due cartelle esattoriali per un totale di più di 50.000 euro. L’Agenzia di Riscossione si  è offerta di intervenire, nel caso in cui la questione sia di sua pertinenza, «per alleggerire la posizione della signora».
Gli avvisi di pagamento, relativi a una vecchia attività lavorativa, sono stati recapitati in due momenti distinti, e potrebbero essere ulteriormente appesantiti dalla mora, se non si arrivasse a una soluzione in tempi rapidi.
 
Disoccupazione e depressione, il binomio maledetto
Essendo la donna momentaneamente senza lavoro, è il marito a provvedere al sostentamento della famiglia. La situazione, però, è tutt’altro che stabile, perché comunque si tratta di occupazioni saltuarie. Comprensibile, quindi, lo stato di amarezza e frustrazione all’origine del gesto. Fortunatamente, la tempestiva corsa in ospedale ha scongiurato una tragedia, e ora Equitalia sembra intenzionata a intervenire, nei limiti delle sue possibilità. Tuttavia, è inevitabile chiedersi quanti altri (aspiranti) suicidi dovremo contare, prima che la burocrazia garantisca trasparenza e correttezza delle tasse pretese.
 

 

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