Equitalia, quando contestare il debito è questione di coscienza

Incredibile ma vero. Talvolta il risveglio della coscienza riesce a bloccare la mano affrettata (se non illegittima) della burocrazia. In questi giorni, l’Italia dei contribuenti si è idealmente riunita attraverso due vicende: una avvenuta in Sardegna, e l’altra in Lombardia.
A Bosa, comune in provincia di Oristano, il consulente della Giunta Vittorio Delogu si è rifiutato di avviare l’iter di esecuzione giudiziaria nei confronti di alcuni cittadini morosi. «Non sarò l’artefice dell’ennesimo pignoramento ai danni di un artigiano, peraltro già pesantemente colpito dalla crisi. Per questo utilizzerò il compenso percepito dall’Amministrazione per difenderlo».
L’inequivocabile posizione assunta da Vittorio Delogu non è arrivata come un fulmine a ciel sereno, anzi. Il consulente aveva già anticipato di non approvare un intervento così muscolare, e aveva contestualmente suggerito di procedere attraverso misure conciliative.
«Ho ricevuto un incarico a farmi portatore delle ragioni che depongono alla tutela dei diritti del Comune di Bosa. In questa veste ho ritenuto che alcuni cittadini siano stati umiliati nei loro diritti. Se qualcuno ha ritenuto di costruire un interesse del Comune che io rappresento distinto dagli interessi dei singoli cittadini, io, da giurista che crede nella propria missione di individuare il diritto come arte del buono e del giusto, secondo l’antico insegnamento, ho ritenuto di dovere sempre fare riferimento a tali interessi quando essi meritino secondo la mia coscienza una tutela».
Intanto, a Pavia il 60enne affetto da cancro che rischiava da subire il sequestro della macchina indispensabile per raggiungere l’ospedale dove è in cura può tirare un sospiro di sollievo.  Infatti, a seguito dell’intervento degli uffici romani di Equitalia, il provvedimento è stato sosIncredibile ma vero. Talvolta il risveglio della coscienza riesce a bloccare la mano affrettata (se non illegittima) della burocrazia. In questi giorni, l’Italia dei contribuenti si è idealmente riunita attraverso due vicende: una avvenuta in Sardegna, e l’altra in Lombardia.
Incredibile ma vero. Talvolta il risveglio della coscienza riesce a bloccare la mano affrettata (se non illegittima) della burocrazia. In questi giorni, l’Italia dei contribuenti si è idealmente riunita attraverso due vicende: una avvenuta in Sardegna, e l’altra in Lombardia.
 
A Bosa, comune in provincia di Oristano, il consulente della Giunta Vittorio Delogu si è rifiutato di avviare l’iter di esecuzione giudiziaria nei confronti di alcuni cittadini morosi. «Non sarò l’artefice dell’ennesimo pignoramento ai danni di un artigiano, peraltro già pesantemente colpito dalla crisi. Per questo utilizzerò il compenso percepito dall’Amministrazione per difenderlo».
L’inequivocabile posizione assunta da Vittorio Delogu non è arrivata come un fulmine a ciel sereno, anzi. Il consulente aveva già anticipato di non approvare un intervento così muscolare, e aveva contestualmente suggerito di procedere attraverso misure conciliative.
 
«Ho ricevuto un incarico a farmi portatore delle ragioni che depongono alla tutela dei diritti del Comune di Bosa. In questa veste ho ritenuto che alcuni cittadini siano stati umiliati nei loro diritti. Se qualcuno ha ritenuto di costruire un interesse del Comune che io rappresento distinto dagli interessi dei singoli cittadini, io, da giurista che crede nella propria missione di individuare il diritto come arte del buono e del giusto, secondo l’antico insegnamento, ho ritenuto di dovere sempre fare riferimento a tali interessi quando essi meritino secondo la mia coscienza una tutela».
 
Intanto, a Pavia il 60enne affetto da cancro che rischiava da subire il sequestro della macchina indispensabile per raggiungere l’ospedale dove è in cura può tirare un sospiro di sollievo.  Infatti, a seguito dell’intervento degli uffici romani di Equitalia, il provvedimento è stato sospeso.
 

 

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