Fausto Z.

Nel 2012 avevo un assegno di 2.500 euro "fermo" presso il notaio da un paio di giorni. Ho un colloquio in banca con una dipendente che non seguiva il mio conto; lei mi dice che l'indomani era l'ultimo giorno utile per saldare. Così, ancor prima delle 9,00 raggiungo la cassa più vicina, ma l'addetto m'informa che il notaio ha già provveduto a protestare l'assegno. Effettuo comunque il versamento e vado a reclamare dalla dipendente che il pomeriggio prima mi aveva rassicurato. Con un atteggiamento da attrice nata mi spiega che "non può farci niente". Morale della favola ancora oggi, dopo avermi chiuso il conto, ritirato  bancomat, carte di credito e blocchetto, sono senza conto corrente e non posso aprirne un altro in nessuna banca. Insomma, oltre all'umiliazione la beffa.
 
 
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