Gli interessi di mora determinano i tassi usurari

Quali voci di spesa vanno considerate, per verificare se un dato tasso d’interesse è usurario o no? La questione è ancora oggetto di dibattito, e di interpretazioni spesso discordanti. Tuttavia, se si analizza con attenzione ciò che dice la legge, non c’è molto spazio per dubbi.

“Vanno conteggiate, ai fini del TAEGM, tutte le spese e le commissioni che ricadono sul mutuo erogato dalla banca. Per determinare se un tasso di interesse è usurario o meno devono essere conteggiate, oltre al costo del denaro prestato, tutte le commissioni, le remunerazioni in favore della banca e le ulteriori spese che siano collegate all’erogazione del credito, escluse soltanto le imposte e le tasse”.  A precisarlo è Massimo Bocci il quale spiega che questo “non è soltanto il frutto di un orientamento giurisprudenziale, bensì il testo dalla norma del Codice Penale che disciplina il reato di usura”. Senza contare che già tre anni fa la Corte di Cassazione ha riconosciuto la responsabilità penale dei dirigenti bancari, quando applicano tassi usurari, perché non possono giustificarsi con l’ignoranza della legge.

Inoltre, conclude Bocci, perfino una recente sentenza ha stabilito che “è necessario calcolare anche il tasso di interesse moratorio (cioè quello che la banca applica in caso di ritardo nell’adempimento del cliente) nel conteggio volto a verificare il superamento del tasso soglia usura”.  

 
 
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