«Ho 70 anni e sono quasi invalida. Aiutatemi a non finire in strada». Salvata dal web

Dove non arrivano le istituzioni, per negligenza o superficialità, fortunatamente arrivano i cittadini. La storia che stiamo per raccontare è la prova che il web, spesso demonizzato e additato come la principale causa di nuove forme di disagio sociale, può svolgere una virtuosa funzione. Quella di ponte tra chi patisce un bisogno e chi è in grado di soddisfarlo. Esperia Sfreddo, settantenne pensionata friulana, è stata a un passo dal finire in strada. Ha rischiato di ritrovarsi a dormire in auto, a seguito di un’ingiunzione di sfratto fin troppo perentoria. La donna però non si è arresa, e ha lanciato un “sos” ai suoi amici di Facebook. Si è quindi messo in moto uno straordinario passaparola che l’ha salvata dalla solitudine e dall’isolamento. In molti le hanno offerto un tetto, e il figlio ha deciso di occuparsi di lei fino a quando non si arriverà a una soluzione stabile della vicenda.

I problemi per Esperia Sfreddo erano cominciati dieci anni fa. Come se non bastasse la morte del marito Alessio, aveva infatti dovuto fronteggiare la liquidazione della loro azienda metalmeccanica. Successivamente era anche ricorsa a forme di protesta eclatanti, per smuovere le coscienze … e le autorità. Nel 2008, per esempio, si era incatenata al bidone della spazzatura situato vicino al municipio di Cordenons.

«Il Comune pretendeva che traslocassi 50 anni di vita nel giro di qualche giorno. Ma come avrei potuto fare, visto che mesi fa ho anche subito due operazioni alle ginocchia?». Così la pensionata friulana ha spiegato le ragioni che l’hanno spinta a trasferire la sua protesta in Rete. Adesso, la priorità è trovare un nuovo alloggio a un prezzo ragionevole, perché di ottenerne uno popolare, purtroppo, non se ne parla. «Le autorità mi hanno detto che prima devo sistemarmi in una nuova casa, dopodichè cercheranno di aiutarmi a pagarla».

 

 

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