«Ho una pensione minima. Se me la pignorate con cosa vivo?»

Piove sempre sul bagnato. È proprio il caso di dirlo. A provarlo sulla sua pelle un 72enne ex autista di Tir che si è visto strappare ventisei euro da una pensione minima che raggiunge appena i 500. «Capisco si possa pensare che si tratta di una cifra irrisoria, ma per un pensionato come me, che deve contare i centesimi per arrivare a fine mese, tutto questo rappresenta un danno notevole». Così l’uomo, che comunque non intende gettare la spugna incassando una decisione a suo dire illegittima. «Il decreto legge 83 del giugno scorso vieta il prelievo da assegni così bassi».
 
Una vita sempre in viaggio e avara di soddisfazioni. È stato questo il destino di Angelo Di Giesi, che ha speso i suoi anni tra San Donà e Marcon (Venezia). Continui sacrifici, rinunce e fatica a cui purtroppo non sono comunque mai corrisposte entrate sostanziose.
 
Così, dopo essersi visto recapitare alcune multe, si è rivolto alla sua banca, che però non ha risolto dubbi e quesiti dell’uomo “per motivi di privacy”, re-indirizzandolo agli uffici di Mestre. Lui però non ci sta. «Non voglio spendere altri soldi e perdere altro tempo per spostarmi, quando sarebbe giusto che io sapessi tutto direttamente dove mi trovo senza altri disagi. Vorrei informare in ogni caso i cittadini, che magari non conoscono le leggi, a proposito degli abusi commessi da Equitalia. Quello che racconto è interamente documentabile. Non ho altri redditi oltre la pensione, e un decreto-legge di qualche mese fa prevede che la pensione inferiore ad un importo di 670,70 euro non possa essere pignorata».
 

 

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