Illeciti bancari: lentamente, qualcosa sta cambiando

Non sempre la legge previene le ingiustizie. Triste a dirsi, ma è così. Infatti, nonostante l’anatocismo (la capitalizzazione degli interessi) sia illecito, resta estremamente diffuso. L’ultimo caso, in ordine di tempo, in Umbria, dove il Tribunale di Perugia ha condannato l’istituto di credito. Il debito era infatti stato calcolato sommando gli interessi dell’anno precedente a quelli degli anno successivo.
 
«La vicenda inizia quando la banca attiva un’ingiunzione di pagamento nei confronti di un’impresa per una somma vicina ai 30mila euro chiedendo il pagamento, però, anche ai soci che erano fideiussori e quindi garanti. Uno dei soci si oppone all’ingiunzione e tra le varie eccezioni solleva anche la scorretta pratica del calcolo anatocistico degli interessi». A ripercorrere i fatti, il difensore, Alessandro Bacchi. Il processo ha stabilito che la somma non dovuta ammonta a 16.000 euro, perciò ora sarà necessario procedere al ricalcolo.
 
«Raccontare la propria storia può essere d’aiuto ad altri»
Intanto, proseguono gli incontri sul territorio per presentare «Istituti discredito». Nei giorni scorsi è stata la volta di Piacenza, dove l’imprenditore Giovanni Pastore ha spiegato perché ha deciso di collaborare al progetto. «È importante discutere di usura bancaria, far capire che il problema esiste, e che anzi rappresenta una vera e propria piaga per il Paese». Tuttavia, fino a quando la Banca d’Italia sosterrà le banche e non i consumatori, sarà difficile contrastarlo.
 
L’usura bancaria è un problema tutto italiano
La storia di Giovanni Pastore è, in tal senso, emblematica. Infatti, l’uomo ha in corso cause con diversi istituti di credito. Alcuni di questi gli hanno offerto un risarcimento, altri, invece, ancora non mollano. In definitiva, conclude, «non è che non ci si possa fidare delle banche, ma purtroppo per varie ragioni spiegate nel libro, in Italia loro hanno la facoltà di imporre delle condizioni, delle clausole e dei tassi che possono risultare usurari, mentre in Europa no». 
 

 

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