Illeciti bancari: risarcimento di 900mila euro per due società venete

Chi di anatocismo ferisce, di anatocismo perisce, verrebbe da dire. A Padova infatti, due istituti di credito sono stati raggiunti, a distanza di pochi giorni, da altrettante sentenze che li obbligano al risarcimento di circa 900mila euro per molteplici reati tra cui usura bancaria, capitalizzazione degli interessi e indebita segnalazione in Centrale Rischi. 
 
Nello specifico, una banca deve pagare 547mila euro, e l’altra 340mila. Purtroppo però, non entrambe le società vittime di illeciti hanno “vissuto” abbastanza da vedersi notificare la sentenza a proprio favore. Infatti, se una è riuscita a resistere continuando a produrre, l’altra, nel frattempo, ha subito una procedura di fallimento.
 
«Per oltre 11 anni la società in questione aveva visto addebitati su uno dei due conti storici utilizzati per far fronte alle esigenze di cassa e commerciali, commissioni di massimo scoperto non dovute, interessi ultra-legali, ma anche la capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori. Una violazione palese che avrebbe potuto risolversi ben prima. Già nel 2011 avevamo fatto istanza di restituzione presso la stessa banca che però aveva risposto con un netto rifiuto. Ora invece con sentenza in primo grado immediatamente esecutiva l'Istituto ha dovuto sborsare oltre 534 mila euro». Così Daniela Ajese, l’avvocato che ha rappresentato una delle due aziende. 
 
 
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