L'Emilia Romagna è prima per reati di usura bancaria

Se ne parla poco, ma è un fenomeno sempre più diffuso negli ultimi anni in Italia e anche la provincia di Rimini non fa eccezione, anzi è una di quelle più interessate almeno in regione. Ci riferiamo all'usura bancaria, cioè a quei casi in cui gli istituti di credito chiedono ai loro clienti, privati e imprese, indebite somme a titolo di interessi anatocistici, commissioni di massimo scoperto, spese istruttorie e altre voci di costi che non sono in realtà dovute. 

Pretese, che possono anche sfociare anche in comportamenti penalmente rilevanti, riscontrabili ad esempio nei contratti di conto corrente affidati, sui quali il cliente ha attivato una linea di credito, fido o anticipo fatture, o nei contratti di mutuo. 

“Negli scorsi mesi – spiega l'avvocato Bruno Barbieri, vicepresidente nazionale del Codacons - solo qui nel riminese sono state alcune centinaia i cittadini che si sono rivolti a noi temendo di essere incappati in questa condotta illegittima da parte delle banche. Un timore spesso fondato, dato che dopo la perizia, gratuita, effettuata, il 70%-80% delle volte è stata effettivamente riscontrata usura. 

Esistono a questo riguardo due fattispecie di usura: quella oggettiva, quando la banca supera il tasso di soglia fissato da Banca Italia, e la soggettiva

In quest'ultimo caso i due parametri presi come riferimento, il superamento del valore del tegm (tasso medio applicato a operazioni similari) e le gravose condizioni applicate risultano sproporzionati alle critiche condizioni economico-finanziarie del soggetto, privato o impresa. In poche parole la banca, pur non superando il tasso-soglia, si avvantaggia comunque in maniera indebita di una situazione di difficoltà economica o finanziaria del soggetto”. 

La maggior parte delle volte con l'istituto di credito si arriva poi ad un accordo, che consente al privato di rientrare in possesso di una parte consistente, il 70%-80%, della somma indebitamente richiesta: “E' del resto anche interesse delle banche – osserva Barbieri - arrivare a una soluzione di questo tipo, visto ciò che possono rischiare anche e innanzitutto da un punto di vista penale”. 

Rimini insieme a Bologna, Piacenza e Parma è la provincia emiliano-romagnola maggiormente affetta dal problema dell'usura bancaria: “Ciò dipende dalla notevole diffusione su questi territori delle banche territoriali, che rispetto a quelle primarie sono più soggette per propria natura a cadere in comportamenti illegittimi se non penalmente rilevanti”. 

L'usura bancaria è stato al centro ieri pomeriggio alla sala Marvelli della Provincia di un seminario di studio aperto organizzato dal Codacons. Presenti una novantina di avvocati ma anche comuni cittadini.

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