La banca è un far west? Chiedi aiuto al Movimento Consumatori

Stop all’anatocismo, senza se e senza ma. Si può riassumere così la campagna contro gli illeciti bancari avviata nei mesi scorsi dal Movimento Consumatori. La sua prima vittoria è stata “merito” del Tribunale di Milano, che ha accolto l’inibitoria di anatocismo nei confronti di alcuni istituti di credito. Ora l’associazione ha “rilanciato” inviando due esposti: uno all’Antitrust  e l’altro a Banca d’Italia.
 
Il Movimento Consumatori ha interpellato l’Autorità Garante per ottenere l’apertura di un’inchiesta su 30 banche e l’organismo che le raggruppa, ovvero l’ABI. L’intento è verificare se gli interessi anatocistici passivi possano “inquinare” il mercato condizionando le scelte degli utenti. Inoltre, l’associazione ipotizza che esista una sorta di “cartello” volto a promuovere questa pratica ostacolando, di fatto, l’accesso di altri operatori. Se detti scenari dovessero essere confermati, l’Antitrust potrebbe adottare le misure inibitorie e sanzionatorie previste dalla legge.
 
L’associazione si è invece rivolta a Banca d’Italia per accertare quali istituti di credito abbiano applicato la capitalizzazione degli interessi. L’auspicio è ottenere il rimborso degli interessi frutto di anatocismo impropriamente incassati dal primo gennaio 2014. Movimento Consumatori stima che si tratti di una cifra superiore ai due miliardi di euro.
 
«I diritti della clientela bancaria devono necessariamente essere tutelati dalla Banca d’Italia quale autorità di vigilanza sull’intero settore creditizio; l’art. 128ter del Testo Unico Bancario consente perfino alla Banca d’Italia di ‘ordinare la restituzione delle somme indebitamente percepite e altri comportamenti conseguenti’. È ora, quindi, che la Banca d’Italia intraprenda su questa materia specifiche iniziative a tutela di tutta la clientela». Così Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito e Risparmio MC.
 

 

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