L’amara “sorpresa” dei mutui indicizzati in franchi svizzeri

Brutte notizie per chi ha acceso un mutuo con Barclays tra il 2003 e il 2009. In quel periodo infatti l’istituto di credito suggerì alle famiglie di sottoscrivere finanziamenti in euro agganciati al franco svizzero. Il prodotto sembrava particolarmente conveniente perché il Libor, indice di riferimento dei prestiti in franchi svizzeri, era più basso dell’Euribor. In pochi però sapevano che questo mutuo “conteneva” una sorta di derivato.
 
Il contratto prevedeva che, in caso di chiusura anticipata, la parte restante sarebbe stata convertita in franchi svizzeri, al tasso vigente al momento della stipula. Questa somma sarebbe poi stata riconvertita in euro secondo il tasso di cambio dell’estinzione. Gli effetti negativi di questo meccanismo sono emersi alla fine dello scorso anno, quando il franco svizzero ha guadagnato terreno sull’euro. Così, i mutuatari si sono ritrovati a rimborsare cifre salatissime. 
 
Di fatto, Barclays ostacola l’estinzione “prematura” del finanziamento attraverso penali da capogiro. Come sottolinea Altroconsumo, però, questo è illegale, perché in contrasto con l’articolo 120 ter del Testo Unico Bancario. Inoltre, sui mutui “nati” prima del 2007 la penale non può eccedere lo 0,5% della parte restante. L’associazione ha chiesto alla banca di cancellare tale clausola e se non lo farà, si rivolgerà al Giudice.
 
 

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