«Le banche sono un plotone d’esecuzione pronto a sparare sugli imprenditori»

Un milione e mezzo di euro, duecento dipendenti e un’azienda fallita. Si può riassumere così la vicenda di un imprenditore di Teramo che ha visto andare in pezzi la sua vita (professionale e privata) per un affidamento bancario revocato da un giorno all’altro. Gli è stato imposto di “rientrare” (restituire l’ammontare dell’affidamento, in gergo tecnico), e, davanti alle sue oggettive difficoltà, gli istituti di credito non ci hanno pensato due volte a procedere. Risultato, pignoramento della casa, fallimento e conseguente licenziamento in blocco dei lavoratori e segnalazione come cattivo pagatore. A distanza di anni, molteplici sentenze hanno ribadito l’innocenza dell’uomo. Eppure, ancora non è riuscito ad avere pace né giustizia…

 

 
 
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