Lodi, doveva lasciare la casa di una vita, ma prima si è ucciso

«Venga pure alle 11.30 a prendere le chiavi, se trova la porta aperta può entrare». Sono state queste le ultime parole digitate da un idraulico 50enne residente a Valera Fratta qualche giorno fa, prima di suicidarsi. Il messaggio era indirizzato alla sua commercialista, incaricata dal Tribunale di occuparsi della messa all’asta della villa in cui l’uomo viveva.  
 
L’immobile era stato aggiudicato due mesi fa circa per 120.000 euro (a fronte di una superficie di 200 metri quadrati). Tuttavia le autorità avevano deciso di lasciare all’idraulico il tempo necessario per trasferirsi. «Si tratta di un fatto gravissimo, figlio della grave crisi in cui ci troviamo, e i creditori chiedono di essere pagati. Difficile trovare rimedio». Così il Procuratore della Repubblica Vincenzo Russo.
 
Ogni anno il Tribunale di Lodi dispone l’asta di circa 600 immobili, e questo non era certo considerato uno dei casi più critici. L’uomo non aveva tentato di ostacolare la procedura intrapresa due anni fa, e aveva fatto capire di aver trovato un’altra sistemazione. 
 
Sarà ora il Pubblico Ministero Nicola De Caria a decidere se chiedere o meno l’autopsia. 
 
 

 

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