Pagano la multa, ma Equitalia vuole il bis. Colpa del bollettino “fantasma”

Informatizzare i servizi è ormai un imperativo per le istituzioni. Non sempre pero riescono a rispettarlo. A pagarne le conseguenze, inutile dirlo, è il cittadino. Come nel caso della famiglia di Ferrara che ha ricevuto una cartella per una multa già sanata. Equitalia pretende ora 400 euro
 
Tutto comincia due anni, quando un pensionato di Ravenna viene multato dalla polizia stradale. Paga subito e ottiene uno sconto sull’importo da versare (117,60 anziché 168 euro). La vicenda sembra conclusa, fino a che, recentemente, si fa viva l’Agenzia di Riscossione. Ci sono 30 giorni di tempo per saldare il debito. Intanto però l’uomo si è ammalato, e la moglie non trova più la ricevuta di pagamento.
 
«Ho cercato ovunque in casa, ma niente. Non so come fare. Io ho pagato quella multa. Sono andata in Posta, mi è stato detto che non si può fare niente senza ricevuta.  È possibile che da qualche parte, in qualche computer, non esista traccia di quella multa che io ho pagato con il bollettino che mi era stato compilato da un maresciallo dei carabinieri? Non si possono fare ricerche?». Comprensibile, l’amarezza della donna.
 

 

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