Pesaro, dovevano 30 milioni di lire nel 1980. Oggi diventano 200mila euro

Quando i debiti invecchiano, si appesantiscono. E a volte diventano vere e proprie zavorre. Ne sanno qualcosa due anziani pensionati di Pesaro che si sono visti presentare un “conto” da 200.000 euro, a fronte di un importo di 30 milioni di lire risalenti a 35 anni fa.
 
All’epoca la coppia aveva acceso un mutuo per comprare casa. Dopo non aver pagato alcune rate, la banca si era rivalsa attraverso la vendita all’asta, conclusa dieci anni fa. Intanto, il debito da 30 milioni era “passato” ad alcune agenzie finanziarie, gonfiando l’ammontare complessivo. All’origine di tutto, una svista clamorosa. Nell’atto di pignoramento infatti, la cifra indicata era 300 milioni. 
 
I due anziani erano all’oscuro di tutto, fino a quando, nelle scorse settimane, si sono visti notificare il blocco di un conto corrente postale e il pignoramento di un quinto della pensione
«Abbiamo avuto contatti poche ore fa con gli avvocati dell’istituto finanziario per arrivare ad una rinuncia della pretesa creditizia nei confronti della coppia che ha pagato 35 anni fa quel debito con la vendita della loro casa. Speriamo di chiudere prima dell’udienza questa storia incredibile». Così l’Anmic, il patronato a cui i due anziani, comprensibilmente angosciati, si sono rivolti.
 
 

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