Portatrice di handicap “prigioniera” in casa per debito di 10mila euro con Equitalia

Il Fisco non si ferma davanti a niente, disabilità compresa, provocando episodi ai limiti del paradossale. Stavolta, la vicenda di mala burocrazia si è verificata a Oristano, dove l’Agenzia di Riscossione ha pignorato l’auto di una ragazzina con problemi di handicap.
 
All’origine di tutto, un debito di circa 10mila euro di cui la madre era a conoscenza, e che stava rimborsando attraverso apposito piano di rientro.  «Credevo di essere tranquilla. Ero in regola, eppure, qualche giorno fa mi è crollato il mondo addosso. Mi hanno presa alla sprovvista, io, che non ho mai avuto problemi con la giustizia, ma unicamente il ritardo nel pagamento dei contributi legato al fatto che, con l’arrivo della crisi, la mia attività commerciale stava andando a rilento, fino a costringermi di chiuderla. All’inizio non riuscivo a capire di cosa mi stesse parlando quella persona che in mano aveva un fascicolo di documenti. Sì appunto il mio debito, con l’Inps. Ma l’Inps è lo Stato, che mi aveva dato la possibilità di estinguere il debito a poco a poco, non avrei mai immaginato che potesse capitarmi questo».
 
Così, il funzionario che ha bussato alla porta della donna decide di pignorarne la macchina, incurante del fatto che abbia il pass per disabili, «utilizzato in funzione della legge 104. Lui valuta il veicolo, non so su che basi, 4mila euro. Mi chiede la carta di circolazione, che nella confusione di quegli istanti, non riesco a trovare. Mi prende il foglio di via e compila il verbale. Adesso io quell’auto non posso più utilizzarla. È pignorata. A meno che non saldi il debito. Intanto, sono piombata nell’angoscia e mia figlia è prigioniera in casa».
 

 

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