«Prima di morire di usura bancaria me ne vado in Ungheria»

Prendi l’azienda … e scappa, prima di morire di “black list”. Ne sa qualcosa un imprenditore di Ortona (Chieti), che ha deciso di “traslocare” in Est Europa, a seguito di un’iscrizione in Centrale Rischi giudicata impropria dal Tribunale di Sulmona. La banca responsabile (Bper) è stata condannata a cancellare la segnalazione, e contestualmente a pagare le spese legali, per un totale di 3.000 euro. «Mancato – e tempestivo – preavviso del diretto interessato», questa la motivazione.
 
Il Tribunale di Sulmona ha rilevato che, non solo l’inserimento in Centrale Rischi ha pregiudicato fortemente la situazione patrimoniale dell’impresa, ma anche che sono stati richiesti interessi superiori al tasso soglia. Da qui lo spostamento dell’attività di produzione di attrezzature di collaudo motori in Ungheria. 
 
«Lo strumento estorsivo a cui ha fatto ricorso la Banca è stato la minaccia e poi attuazione della segnalazione presso la Banca D’Italia». Così Gennaro Baccile (Sos Utenti), che ha supportato l’imprenditore nella sua battaglia legale. «Le banche o per sbaglio o per determinazione a delinquere, si scambiano i favori con degradanti segnalazioni a Centrale Rischi drenando illegittimamente risorse dalle già disastrate aziende per tappare i buchi dei loro Bilanci. Questo è il vero dramma dell’economia delle aziende. Strozzate, spesso, illegittimamente dagli istituti di credito».
 
 

 

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