«Qualche problema con il mutuo, e i pignoramenti ci hanno massacrati»

Perdere la casa non è solo un problema economico. È molto di più. Coincide con l’inizio di un dramma che coinvolge interi nuclei familiari. A questo si aggiunge spesso l’amara beffa di veder svendere all’asta per una cifra ridicola il frutto del lavoro di una vita. Oggi raccontiamo le storie di S. e F., anziana coppia di Viareggio, e di Melissa Di Rosa, giovane e combattiva mamma siciliana.
 
 «Dopo tre aste andate deserte il valore della nostra casa è precipitato»
I coniugi toscani hanno subito il pignoramento perché non riuscivano più a far fronte alle spese del mutuo. Una situazione, questa, tristemente nota e familiare, dopo che la crisi ha rosicchiato fino a sgretolare del tutto il reddito di molte famiglie italiane. Dopo svariati tentativi di vendita falliti, il prezzo dell’immobile si è ridotto considerevolmente, fino a diventare un terzo di quello originario. Così, ha toccato « limiti tali da pregiudicare i diritti sia del creditore che del debitore».
S. F. si sono quindi rivolti al giudice di Lucca attraverso il loro avvocato, Giampaolo Morini, chiedendo il “congelamento” della procedura di vendita all’asta. La coppia spera di riuscire a tamponare almeno le proprie difficoltà economiche, visto che nel frattempo è stata costretta ad affrontare gravi problemi di salute.
 
«Avevamo trovato i soldi per ricomprare casa e pagare i creditori. Com’è stato possibile arrivare a questo punto?»
Melissa ha le lacrime agli occhi, mentre ripercorre l’assurda vicenda che l’ha vista subire la liquidazione dell’immobile in cui vive a Scicli (Ragusa) con un ribasso del 70%. “L’inferno” era cominciato a causa di un debito di 12.000 euro. A nulla sono valsi i tentativi di riprendersi ciò che era suo. 
 
«Siamo qua con la speranza che scenda un po’ di Spirito Santo sulla testa di queste persone e che le illumini», aveva detto la donna. Niente ha fermato gli acquirenti, neanche sapere che ci sono di mezzo anche due bambini, vittime di colpe non loro. Il più grande da qualche giorno ha smesso anche di andare a scuola, spiega la nonna. Pensa che, se resta casa, nessuno può portargliela via». È giusto, ci chiediamo, affrontare tutto questo a 11 anni, quando invece si dovrebbe spensierati?
 
La casa era stata comprata 14 anni fa, accendendo un mutuo con la Banca Agricola Popolare di Ragusa. Cinque anni fa però il marito di Melissa è andato via, e ha chiuso l’attività di famiglia. Così la donna, che non lavorava, si è vista piombare addosso svariate cartelle esattoriali. Ora la sua unica entrata sono i 350 euro mensili di mantenimento.
 
 

 

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