Staccata la corrente all’Istituto ciechi, interviene Equitalia in extremis

Un pignoramento non è mai qualcosa da prendere sotto gamba, e se a farne le spese sono i più deboli, il danno è doppio. Nei giorni scorsi l’Istituto dei ciechi “Florio e Salamone” di Palermo si è visto staccare la corrente a seguito di un provvedimento esecutivo. Questo ha costretto la struttura a sospendere le attività e rimandare a casa i ragazzi (non vedenti e pluriminorati) che le frequentavano.

All’origine di tutto, un pignoramento di circa 1 milione e mezzo di euro da parte della Tesoreria. L’Immobiliare Malu srl (gruppo Zanarini) non avrebbe pagato una cartella esattoriale emessa dall’Agenzia delle Entrate «a seguito  di un accertamento disposto dopo la cessione, nel 2009, di terreni dell’Istituto al gruppo Zamparini». Così ha ricostruito l’accaduto Antonio Giannettino, commissario ad acta.

La mancata estinzione dell’importo dovuto, ha «determinato la responsabilità in solido dell’Istituto dei Ciechi che ha subito il pignoramento delle somme che avrebbero assicurato il funzionamento dello stesso».

La situazione sembrerebbe, però, essere rientrata. In una nota dell’11 maggio Equitalia precisa di aver contattato l'Agenzia delle Entrate di Palermo che aveva iscritto a ruolo l’Istituto come coobbligato. Verificata la situazione debitoria, ci sarebbe stata la sospensione parziale, che ha reso possibile lo svincolo da parte di Equitalia di oltre 900.000 euro, nuovamente a disposizione dell’Istituto.

 
 

 

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