Recupero credito 

Le “trappole” in cui non devi cascare

stalkingQuando il recupero crediti sfocia nello stalking, bisogna prendere le opportune precauzioni, e fare in modo che i responsabili paghino. Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le segnalazioni all’Unione Nazionale Consumatori, segno che il fenomeno è in espansione. 

Ecco quindi come difendersi dalle frasi che vengono spesso usate a mo’ di minaccia, più o meno velata.

Tanto per cominciare 

Il presunto incaricato della riscossione del credito deve fornire le proprie generalità, i riferimenti della società per cui lavora, nonché il relativo recapito telefonico. 

E non lasciatevi intimorire da affermazioni come “a breve un esattore si presenterà a casa sua per il recupero del credito!”, in quanto nel nostro Paese tale compito è svolto unicamente dagli ufficiali giudiziari, che intervengono però solo dopo che è stato dato un preavviso.

Altri tormentoni sono “rischiate che si arrivi a un processo penale” (affermazione totalmente inesatta, perché l’ambito è comunque quello civilistico), “contatterò il suo datore di lavoro per un pignoramento dello stipendio” (pratica assolutamente illegittima) e “accordiamoci per un pagamento dilazionato con assegni o cambiali”, cosa assolutamente da non fare, perché quel titolo sarà immediatamente efficace, se non riuscirete a pagare. 

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