Cosa rischi se la cartella di pagamento non arriva nelle tue mani?

Cosa rischi se la cartella non arriva nelle tue mani?

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La condivisione propria della convivenza familiare ha tante facce e implica, anche, farsi carico della posta dell’altro in sua assenza. Apparentemente si tratta di un gesto banale e innocuo, ma che succede se piomba a casa una comunicazione importante mentre il diretto interessato non è presente? L’esempio più classico (e uno dei più temibili in assoluto) è rappresentato dalla cartella di pagamento targata Equitalia.

Ebbene, il postino è autorizzato a rilasciare la raccomandata nelle mani del convivente. Fin qui, nulla di particolarmente problematico, se non fosse che la Cassazione ha rigettato un orientamento sostenuto in passato dalla CTP di Campobasso (sentenza n. 3254/2016) e CTP di Bari (sentenza n. 557/2015). Le due pronunce avevano stabilito che la notifica, per essere perfezionata, doveva completarsi con l’invio di un’ulteriore raccomandata (il cosiddetto CAN), atta a comunicare al destinatario l’inoltro dell’atto.

Cosa ha stabilito la Cassazione?

La sentenza n. 166/22/2017 (CTR Lombardia) ha specificato che, in caso di ricezione della raccomandata a/r contenente cartella di pagamento da parte di una persona che convive stabilmente con il diretto interessato, non c’è bisogno di far giungere a quest’ultimo una nuova comunicazione. La notifica seguirebbe infatti le regole del servizio postale ordinario e non quelle inerenti gli atti giudiziari.

Le conseguenze per il destinatario sono sotto gli occhi di tutti: se chi ha preso in consegna la raccomandata è sbadato, distratto, o comunque troppo concentrato sulle proprie occupazioni, potrebbe facilmente dimenticare di consegnargliela. Così, potrebbero trascorrere invano i termini previsti per impugnare l’atto, che in questo caso sono di 60 giorni a partire dal momento in cui il postino lo deposita nelle mani del familiare convivente.

Come verificare se ci sono cartelle a tuo nome “pendenti”?

L’unica cosa da fare, dunque, è recarti presso la sede locale Equitalia più vicina e chiedere un estratto di ruolo a tuo nome. Il documento elenca tutti gli avvisi di pagamento non ancora saldati riportando la relativa data di notifica.

Inoltre, per andare alla radice del problema e controllare se ci sono atti a tuo carico ritirati da soggetti non conviventi, magari vicini di casa, devi presentare domanda di accesso agli atti amministrativi.

…e se arriva un accertamento fiscale in tua assenza?

In tal caso l’atto fa riferimento all’Agenzia delle Entrate e, se viene consegnato al familiare convivente, deve essere seguito da comunicazione ad hoc sotto forma di raccomandata a/r.

La redazione



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