Ipoteca immobile: arriva la prescrizione e il creditore resta a mani vuote

Chi tardi arriva, male alloggia, anche se si tratta di Equitalia

È successo a Muggia (Trieste), dove l’Agenzia di Riscossione, intenzionata a procedere tramite ipoteca sulla casa di una 60enne, è stata bloccata in quanto, nel frattempo, si erano chiusi i termini di prescrizione.

All’origine di tutto c’è stato il mancato versamento di contributi previdenziali Ivs (inerenti artigiani e commercianti) per un ammontare complessivo di circa 20.000 euro. La vicenda ha avuto origine due anni fa, quando la donna ha scoperto la volontà dell’Agenzia di Riscossione di impadronirsi della casa in cui viveva. Ad aggravare la situazione c’era il fatto che, sulla somma (relativa al periodo 2003-2006) non era possibile richiedere né una rottamazione né una definizione agevolata.

La buona notizia, per la donna, è arrivata quando il suo legale ha accertato che una delle cartelle esattoriali era arrivata in ritardo, cioè quando erano ormai trascorsi i termini di prescrizione passati, dal 1 gennaio 1996, da 10 a 5 anni. Così, il ricorso presentato è stato accolto dal giudice Paola Santangelo; «i crediti previdenziali risultavano ormai cancellati e, conseguentemente, la comunicazione di iscrizione ipoteca era illegittima», questa la motivazione fornita.

La pronuncia è particolarmente significativa in quanto ha introdotto il principio in base al quale sia il credito contributivo che l’azione esecutiva si prescrivono in 5 anni. 

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