A Vittoria va in scena uno sfratto degno della cattura di Totò Riina

Bisogna avere stile anche nei momenti peggiori

Sfratto-Trigona-GenovesiLa saggia constatazione arriva da una di quelle fonti che non t’aspetti, ovvero la musica indie degli anni Duemila. Potrebbe sembrare puro e semplice buonsenso, e quindi alla portata di tutti, ma i fatti di cronaca vanno in direzione opposta.

Gli implacabili e chirurgici metodi adottati dalla burocrazia hanno spesso come primo e macroscopico risvolto lo svilimento e l‘umiliazione dei cittadini coinvolti. Eclatante, in tal senso, la vicenda che ha visto protagonista la famiglia Trigona – Genovesi di Vittoria (Ragusa), sfrattata dalla propria abitazione con una procedura rocambolesca e inutilmente rigida.

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Svegliarsi per andare al lavoro…e perdere la casa

Tutto è cominciato alle 5,30 di un giorno di gennaio. Salvatore Trigona esce di casa e viene avvicinato dalla forze dell’ordine che lo conducono in commissariato. Poco dopo queste entrano nell’abitazione utilizzando le chiavi dell’uomo e costringono i familiari a uscire. Lo sfratto coattivo si compie.

Moglie e figli di Trigona vengono costretti ad allontanarsi in tempi rapidi, così non possono neanche recuperare i propri effetti personali. Nel giro di qualche ora la loro vita è letteralmente sconvolta e si ritrovano spogliati di tutto.

La Chiesa Valdese ha messo temporaneamente a disposizione della famiglia Trigona - Genovesi un alloggio. Ad aprile sarà però nuovamente necessario affrontare la questione abitativa.

 

“Rispettato il protocollo sottoscritto dalle autorità in materia di sfratti”

L’ufficiale giudiziario ha dichiarato che la procedura adottata è inclusa tra quelle previste in casi potenzialmente critici, ovvero caratterizzati da problemi di ordine pubblico. Lo sfratto coattivo dei Trigona – Genovesi era ritenuto a rischio in virtù delle azioni dimostrative minacciate dall’uomo a ottobre scorso.

Il protocollo d’intesa sull’attuazione degli ordini di liberazione è stato sottoscritto dal Tribunale di Ragusa, dalla Questura e della Prefettura.

Quando l’asta è l’inizio della fine

La situazione della famiglia Trigona – Genovesi si era improvvisamente rovesciata nel 2016. L’uomo era rimasto senza lavoro e la casa in cui viveva insieme a moglie e figli era stata venduta attraverso procedimento giudiziario per 40mila euro, a fronte di un valore di 200mila.

A sostenere la coppia c’è il Movimento Riscatto, il cui Presidente Maurizio Ciaculli auspica un intervento delle autorità giudiziarie prima del 22 febbraio, quando saranno convocate le parti.

Nel frattempo sarà interpellata sulla vicenda la Corte dei Diritti dell’Uomo. “Lo sfratto coattivo ha seguito una procedura inutilmente vessatoria. Neanche Totò Riina ha subito qualcosa del genere quando è stato catturato”. Così Maurizio Ciaculli.

La redazione

 


 
 

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