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Tutto quello che c’è da sapere sulla CAI

Usi assegni o carte di credito?

In caso di irregolarità da parte tua, potresti ritrovarti iscritto nella Centrale di Allarme Interbancaria, l’archivio digitale tenuto da Banca d’Italia.

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Quando rischi di essere “schedato” in CAI?

Assegno-scoperto-CaiSe emetti assegni scoperti, o se il blocchetto è stato revocato dalla banca. Per quanto riguarda le carte di credito, invece, se non saldi i costi relativi agli acquisti e ai prelievi effettuati. Il numero di mancati pagamenti dopo i quali scatta il blocco è a discrezione della banca.

L’iscrizione deve essere preceduta da relativa comunicazione inviata tramite raccomandata a.r.

Dopo quanto vengono rimossi i tuoi dati?

La finestra temporale varia in base all’illecito da cui è scaturita la segnalazione. In caso di assegni senza autorizzazione/provvista devono trascorrere sei mesi, durante i quali non se ne possono emettere altri.

L’iscrizione decade invece dopo due anni in caso di carte di credito “scoperte”, ma nel frattempo l’interessato può continuare ad utilizzarle, in quanto l’inserimento in CAI ha valore meramente informativo.

Ciascuno ha diritto a consultare i propri dati inseriti in CAI: la richiesta deve ottenere risposta in un periodo compreso tra 7 e 15 giorni.

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L’auto sottoposta a fermo amministrativo può essere oggetto di transazioni economiche?

Fermo-amministrativoSì, può essere venduta, a patto che l’acquirente sia informato del provvedimento prima della stipula del contratto. In caso contrario è possibile chiedere l’intervento del giudice per ottenere il rimborso del prezzo pagato ed, eventualmente, anche del danno subito. In presenza di fermo amministrativo, infatti, l’auto non può circolare, pena una multa compresa tra 776 e 3111 euro e il sequestro, né tantomeno essere rottamata.

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Peraltro, se il contribuente indebitato non possiede uno spazio custodito in cui collocare il veicolo, sarà costretto a parcheggiarlo in strada, e questo lo obbligherà a rinnovare l’assicurazione. Ciò spiega perché alcuni concessionari acquistano a prezzi stracciati, pagano l’ammontare del debito e poi rivendono.

Se stai pensando di acquistare un’auto e vuoi evitare sgradite sorprese, è consigliabile verificare se su questa c’è un fermo amministrativo. Clicca qui per richiedere una visura al Pubblico Registro Automobilistico.

La redazione 

 

 


 

 

 

Cartelle esattoriali: liberarsene pagando un’aliquota proporzionale al reddito

Uscito dalla porta, il saldo e stralcio potrebbe rientrare dalla finestra

Il Governo sarebbe infatti intenzionato a procedere tramite emendamento. Ecco in dettaglio cosa prevede la misura.

Pagare una quota del debito e tornare a vivere

Saldo-stralcio-cartelleIl saldo e stralcio è destinato ai contribuenti con Indicatore Isee inferiore a 20mila euro che hanno un debito compreso tra 30mila e 90mila euro nei confronti di Agenzia delle Entrate Riscossione.

L’importo da versare varierà in base al reddito dichiarato; le aliquote previste sono tre: 10% (Isee fino a 15mila euro), 16% (Isee compreso tra 15mila e 22mila) e 30% (Isee superiore a 22mila euro).

Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione, o essere “spalmato” su dieci rate mensili da versare entro il 2019.

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Terza rottamazione cartelle esattoriali

La definizione agevolata consentirà ai contribuenti di estinguere i debiti con Agenzia delle Entrate Riscossione pagando il capitale, gli interessi, le spese di notifica e l’aggio. Saranno invece stornate sanzioni e interessi di mora.

Saranno oggetto di rottamazione i carichi dati in gestione ad AER tra il 2000 e il 2017, compresi gli accertamenti esecutivi. I beneficiari saranno i contribuenti che non hanno aderito alle precedenti rottamazioni, quelli che sono decaduti dalla prima tornata, e quanti avevano sottoscritto la seconda pagando le rate scadute entro il 7 dicembre.

La definizione agevolata coprirà un periodo massimo di 5 anni equivalenti a 18 rate.

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