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Chiusura improvvisa del conto? Incredibile, ma vero

Il Coronavirus ha permesso la “riscossa” dell’online

Conto-chiuso-bancaLezioni, concerti, videochiamate sono strumenti di primo piano, oggi, ma già in precedenza molti ne avevano riconosciuto la preziosità complementare rispetto agli eventi faccia a faccia. I pagamenti elettronici, invece, erano guardati con scetticismo, se non sospetto da un’ampia fetta di popolazione. L’impossibilità di uscire da casa li ha resi però indispensabili.

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Questo ha reso evidente l’utilità del conto corrente, a dispetto dei luoghi comuni che lo dipingevano come una zavorra, qualcosa di inutile, o meglio utile solo (alle banche) per drenare soldi dai clienti sotto forma di costi di tenuta e interessi. Tuttavia, mentre l’opinione pubblica è inevitabilmente sotto scacco, a livello emotivo e produttivo, un’altra tegola potrebbe cadere.

Rispondendo ad un’interrogazione del senatore Armando Siri nell’ambito della Commissione Finanze del Senato, il Sottosegretario all’Economia Villarosa ha spiegato che gli istituti di credito possono chiudere i conti correnti senza darne preavviso ai clienti. La decisione può essere assunta unilateralmente, a condizione però, che derivi da motivazioni sufficientemente gravi, ad esempio, illeciti di carattere penale.

Sono a rischio, ad esempio, i correntisti che hanno messo in circolazione assegni cosiddetti a vuoto, ovvero, per cui non disponevano della necessaria copertura, e che sono indagati dalla Guardia di Finanza o dalla Procura della Repubblica.

Che fare, quindi, se la banca, di colpo, “chiude i rubinetti”? Ci sono 15 giorni di tempo per espletare le procedure burocratiche di chiusura del conto, che culminano con l’emissione da parte dell’istituto di un assegno circolare a rimborso della somma giacente sull’IBAN. Il brutto è che contestualmente viene inoltrata al CRIF una segnalazione a cattivo pagatore, e parte il circolo vizioso di cui abbiamo parlato in molti nostri articoli e video..

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La redazione



 
 


Cura Italia: bloccate fino a giugno rate rottamazione

In tempi di epidemia quali sono le reali priorità?

Sospensione-rottamazione_Cura-ItaliaIncolumità fisica e tenuta psicologica della collettività. Chè altrimenti, quando tutto questo sarà finito, difficilmente la macchina produttiva del Paese si rimetterà in moto. Così, anche il Fisco ha scelto di fare un passo indietro, congelando momentaneamente il versamento delle rate della rottamazione ter scadute il mese scorso o a maggio, e il saldo e stralcio in scadenza in questi giorni

Contestualmente, la notifica di multe e tributi si fermerà fino al 31 maggio.

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La sospensione del pagamento delle somme rinegoziate tramite rottamazione ter è stata inserita nel Decreto Cura Italia varato nei giorni scorsi (articolo 68). Il provvedimento riguarda non solo Agenzia delle Entrate Riscossione, ma anche gli organi omologhi presenti in alcune regioni italiane.

Ecco, nello specifico la nuova calendarizzazione delle rate pendenti:

-entro il 1° giugno 2020 il contribuente dovrà versare gli importi scaduti il 28 febbraio e quelli relativi al saldo e stralcio in scadenza al 31 marzo;

- entro il 30 giugno le tranche inizialmente previste tra l’8 marzo ed il 31 maggio.

Gli uffici di Agenzia delle Entrate Riscossione sono chiusi al pubblico fino al 25 marzo; restano attivi, in alternativa, i canali telematici di contatto: il sito dell’ente e l’app Equiclick, a cui si aggiunge il numero 06.0101.

La redazione



 
 


Coronavirus: via libera al blocco del pagamento rate mutui

Oggi, 16 marzo 2020 il Governo Conte ha varato il Decreto Cura-Italia

Blocco-mutui-Cura_ItaliaIl provvedimento contiene molteplici misure finalizzate al sostegno economico dei cittadini che, in questa fase di emergenza in cui regnano fluidità e instabilità, hanno una sola certezza: il ridimensionamento – se non addirittura la perdita – del lavoro. Con tutto ciò che ne consegue, basti pensare all’impossibilità di rispettare le scadenze (mutui, tributi, bollette), e la necessità di ricevere un sussidio che compensi l’assenza di stipendio o che, in caso di drastica riduzione, lo integri.

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I provvedimenti contenuti nel Cura-Italia richiederanno lo stanziamento di 25 miliardi di euro, l’equivalente di una manovra finanziaria. A riprova della gravità del momento e dell’impossibilità di rimandare ulteriormente un energico e capillare intervento dello Stato, c’è il fatto che domenica 15 marzo il Consiglio dei Ministri è stato preceduto da una riunione di otto ore, al termine della quale si sono messi al lavoro i tecnici. La corposità del Decreto si può riassumere nella sua lunghezza: 120 articoli che, auspicabilmente, esamineranno tutte le sfaccettature e le ricadute della pandemia sul Paese, indicando gli strumenti per contrastarla/contenerla.

Tra le misure più attese c’è il congelamento per un massimo di 18 mesi del pagamento delle rate dei mutui. I beneficiari saranno i lavoratori dipendenti che subiranno la cassa integrazione o un drastico taglio di ore e stipendio. Tale azione puntellerà il preesistente Fondo Gasparrini, che però prevede uno “sbarramento” in base all’Isee e alla somma originariamente finanziata (entro 250mila euro).

L’accesso al Fondo Gasparrini verrà esteso inoltre ai lavoratori autonomi, a patto che, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 registrino un -33% di fatturato (o anche di più) rispetto all’ultimo trimestre 2019 a causa delle restrizioni alle attività produttive determinate dal Coronavirus.

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La redazione



 
 




 

 

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