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In vista proroga termini pagamento debiti con AER

Hai ottenuto la rottamazione ma poi hai dimenticato la prima rata?

Proroga-rottamazione-cartelle-30-novembreÈ probabile che il Governo prorogherà la scadenza di pagamento a sabato 30 novembre, che equivale a lunedì 2 dicembre. Il provvedimento è rivolto a quanti, pur avendo concordato la rateazione del debito nei mesi scorsi, non avevano versato la prima tranche entro il 31 luglio.

La riapertura dei termini è stata inserita nella bozza di Decreto Fiscale attualmente in esame e ha buone possibilità di andare a regime. Infatti, alla scadenza estiva della prima rata della rottamazione ter solo in metà dei casi all’approvazione della richiesta era seguito il pagamento. Lo Stato aveva così incassato solo circa 1,5 miliardi di euro a fronte dei quasi 3 previsti dalla Legge di Bilancio.

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Le cartelle esattoriali potrebbero essere “pagate” attraverso il pignoramento del 730

Pignoramento 730Si tratta di una misura certamente muscolare, che il Governo prevede di inserire nel Decreto Fiscale che precederà la Legge di Bilancio. Un modo questo, per “fare cassa”, e recuperare i circa 7 miliardi necessari a finanziarla.

Come si concretizzerebbe il pignoramento del 730? Il contribuente che ha debiti con il Fisco dovrebbe rinunciare ai rimborsi correlati alla dichiarazione dei redditi. Questi confluirebbero nelle casse dello Stato per estinguere le cartelle esattoriali pendenti.

I contribuenti che invece hanno precedentemente richiesto la rateazione del debito e stanno rispettando le scadenze fissate non subiranno il prelievo forzoso.

Se questo provvedimento andrà in vigore a gennaio 2020, Agenzia delle Entrate dovrà confrontarsi con il Fisco prima di erogare i rimborsi sul 730 del 2019. Questi saranno liquidati solo in assenza di cartelle esattoriali pendenti. In caso contrario entro 60 giorni lo Stato effettuerà la compensazione tra somme a credito e a debito, e il contribuente avrà un mese di tempo per agire in giudizio.

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Ganasce auto: prevenire è meglio che curare

Come difendersi dal fermo amministrativo?

Fermo-amministrativoQuando Agenzia delle Entrate procede in questo senso la paralisi familiare e professionale rappresenta una sorta di finale annunciato. Infatti, quando un gesto semplice – ma solo apparentemente scontato – come utilizzare la propria auto per muoversi diventa impossibile, i rapporti privati e quelli lavorativi si fanno tesi; non sempre le incrinature sono sanabili. Ecco tutto quello che devi sapere, se hai un debito, per evitare di ritrovarti con le ganasce all’auto.

Tanto per cominciare, il Fisco può procedere al fermo amministrativo solo se il credito è superiore a 800 euro, e se non sei riuscito a pagare in un arco di tempo prefissato, solitamente compreso da uno e quattro mesi.

Cosa succede se il veicolo è funzionale all’esercizio del tuo lavoro? Se l’auto è indispensabile perché hai una scuola guida o fai il tassista godi di tutele maggiori.

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…e se mi “pizzicano” a circolare nonostante il fermo amministrativo?

Sull’auto, depositata presso la stazione della polizia, viene apposto un sigillo. A questo si aggiunge una multa dall’importo compreso tra 770 e 3086 euro e la sospensione della patente da uno a tre mesi. Ultimo, ma non meno importante, le spese di custodia toccano a te.

Verifica se sul tuo veicolo è iscritto un fermo amministrativo

La redazione

 



 
 


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