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Quali sono i limiti oltre cui il creditore non può spingersi?

Minacce, offese, e violazione di privacy

Minacce-recupero-creditiSono queste le coordinate entro cui spesso si muovono le società di recupero crediti. Se ci hai già avuto a che fare, probabilmente, ti sarai chiesto qual è il confine tra lecito e illecito. La linea di demarcazione è tutt’altro che labile ma, pur di rastrellare velocemente denaro, qualcuno, disposto a tutto, finge di non vederlo. E così le persone vengono trattate come carne da macello.

Cosa si può definire molestia?

L’articolo 660 del Codice Penale introduce questo reato, correlandolo a un atteggiamento di insistenza determinato da opinabili ragioni, che sfocia nella fastidiosa e sistematica invasione dell’altrui sfera privata.

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Obblighi del creditore che affida la riscossione al recupero crediti

I dati che possono essere ceduti a terzi sono esclusivamente quelli inerenti il processo di recupero del credito. Dunque, le generalità del debitore, l’indirizzo, i contatti e ciò che attiene la pendenza (tipologia di debito,  modalità di pagamento...)

Inoltre il creditore deve indicare chiaramente i soggetti deputati al recupero crediti nell’informativa consegnata in fase di stipula di contratto.

Quali regole deve rispettare la società di recupero crediti?

Questa non deve condividere con terzi (colleghi, familiari, amici) le informazioni inerenti il debitore e il debito, ed  è tenuta ad astenersi dal raggiungere il loro domicilio o luogo di lavoro.

Bandite, inoltre, le telefonate di sollecito preregistrate, l’invio di plichi recanti scritte riconducibili al recupero crediti, e l’affissione di avvisi di mora sulla porta del domicilio del debitore che siano visibili a terzi.

I poteri concretamente a disposizione della società di recupero crediti sono inerenti i contatti telefonici, l’invio di lettere di diffida e l’avvio di una procedura di saldo e stralcio. Queste invece non possono ricorrere al giudice né ottenere un decreto ingiuntivo.

Quali sono i diritti del debitore?

Tanto per cominciare, chiedere e ottenere il numero di telefono da cui lo ha contattato la società di recupero crediti, come pure nome e cognome dell’operatore con cui sta parlando, e del soggetto per conto del quale è stato chiamato.

Il debitore, inoltre, non deve subire chiamate insistenti ed in orari diversi da quelli di ufficio, né è tenuto ad aprire la porta al soggetto che bussa presentandosi come esattore della società di recupero crediti. Questo infatti non è un pubblico ufficiale.  

Cosa fare se la società lede il diritto alla privacy?

Rivolgersi all’apposito Garante consente l’adozione di sanzioni economiche, ma per ottenere il risarcimento danni è necessario coinvolgere il giudice civile.

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Arriva a casa una cartella esattoriale…ed entri nel panico

Vizi-cartella-esattorialeL’ansia non è del tutto ingiustificata

Infatti i tempi per procedere a contestazione sono alquanto stretti: i due mesi canonici praticamente si dimezzano se l’atto riguarda multe o sanzioni amministrative.

Il contribuente può opporsi solo in virtù di vizi propri, vale a dire anomalie insorte successivamente al recapito dell’avviso di accertamento. 

I vizi sulle cartelle possono essere sostanziali o formali

I primi hanno a che fare con l’esistenza del debito e la sua consistenza. I secondi riguardano invece l’omissione di rilevanti riferimenti, quali quello al responsabile del procedimento, che compromettono la validità dell’atto, ma non la pendenza in sé. 

Dunque, AER non vede pregiudicare la somma da riscuotere, se una nuova cartella viene notificata correttamente.

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Quali sono i più comuni difetti di sostanza nelle cartelle esattoriali?

Solitamente questi riguardano la motivazione della cartella, che deve riportare l’origine del debito, fornendo gli estremi dell’atto che lo ha originato.

Può succedere, peraltro, che la pendenza sia stata precedentemente estinta, ma che l’amministrazione pubblica non lo ha abbia registrato, incaricando AER della riscossione. In questi casi, di solito, si può intervenire tramite istanza di autotutela.

Un’altra frequente casistica riguarda il congelamento dell’avviso di accertamento da parte del giudice. Ciò invalida la successiva cartella.

Tra i difetti sostanziali viene annoverata anche la prescrizione e il recapito a un soggetto sbagliato, il cui esempio più frequente è quello della successione.

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Luci e ombre delle aste

Un immobile sottoposto a vendita giudiziaria ogni 70 famiglie per un totale di 1.100 in un anno

Asta-giudiziariaÈ questo il pesante bilancio stilato da Astasy e reso noto attraverso il Report Aste. Il dato riguarda la provincia di Caltanissetta. A Enna, il rapporto, nel 2018, è stato di un’asta ogni 90 famiglie (0,22% su base nazionale); ad Agrigento sono state 1.175 (una ogni 103 famiglie).

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Comprare un immobile all’asta: pro e contro

Acquisire una proprietà in tal modo comporta indubbi vantaggi, tra i quali il primo e più macroscopico è il fatto di beneficiare di un risparmio sul prezzo di mercato che oscilla tra il 10 e il 60%. La valutazione preventiva avviene peraltro in condizioni di garanzia, in quanto è obbligatoria la stesura di perizia da parte di uno specialista designato dal Tribunale.

A ciò si aggiunge il fatto che, prima di concludere l’operazione si possono esaminare dettagliatamente le caratteristiche dell’immobile, in quanto tutte le informazioni relative sono disponibili online non solo sul sito del Tribunale, ma anche su altri convenzionati.

L’acquisto di un immobile tramite asta si accompagna spesso al conseguimento di un finanziamento: non solo, infatti, è stata confermata la convenzione tra ABI e i Tribunali, ma anche gli istituti di credito hanno predisposto prodotti specifici.

Ciononostante chi intende partecipare a una vendita giudiziaria deve essere consapevole dell’esistenza di alcuni elementi critici. Tra questi, il fatto che l’aggiudicazione non può essere revocata per alcun motivo, né sono necessarie garanzie rispetto a vizi o mancanza di qualità.

Inoltre, quando l’aggiudicatario paga il prezzo dell’immobile, il giudice dell’esecuzione predispone la cancellazione di ipoteche, pignoramenti e sequestri conservativi prescrittivi. Permangono, invece, diritti parziali come usufrutto o fondi patrimoniali.

L’immobile risulta occupato al momento dell’acquisto? Se esiste un contratto di locazione regolarmente registrato in data precedente all’esproprio, per disporre del bene bisogna aspettare la naturale scadenza.

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