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È possibile congelare il fermo amministrativo?

Che succede al veicolo bloccato dal Fisco, se il contribuente decide di rottamare il debito?

Rottamazione-bollo-autoAER ha spiegato che, dopo il versamento della prima quota, se l’interessato inoltra esplicita richiesta, il fermo amministrativo emesso in precedenza viene congelato. Contestualmente è possibile utilizzare il veicolo su strada, ma la cancellazione definitiva del blocco richiede il pagamento integrale dell’importo dovuto.

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…e se chi vende non informa l’acquirente del fermo?

Questo può ricorrere alle vie legali per chiedere e ottenere non solo il rimborso della cifra pagata, ma anche del danno subito. Infatti, come ha spiegato una recente sentenza, chi compra non ha alcun obbligo di rivolgersi al Pubblico Registro Automobilistico prima di completare la trattativa. Tale azione di controllo non è ricompresa nell’ambito della cosiddetta ordinaria diligenza.

Rottamazione ter: quello che c’è da sapere

La definizione agevolata delle cartelle esattoriali, disciplinata dall’articolo 3 del Decreto Legge n.119/2018, riguarda i destinatari di avvisi di pagamento emessi tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017. È un provvedimento, questo, che consente di saldare definitivamente il debito pagando l’importo originario decurtato da sanzioni e interessi di mora. Per maggiori informazioni clicca qui 

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Puoi ricevere lo stipendio sul conto di un altro?

Quali sono le modalità di pagamento da parte del datore di lavoro?

Pignoramento-stipendioÈ infatti legittimo chiedersi, e in molti, quasi certamente lo avranno già fatto, se sia possibile ricevere da lui pagamenti in contanti, o su un conto corrente intestato a terzi.

Proviamo a fare chiarezza. A partire dal 1 luglio 2018 c’è una norma ad hoc che impone il versamento della retribuzione usando esclusivamente strumenti tracciabili quali bonifici ed assegni. Contestualmente l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito che:

  • il bonifico può “atterrare” su IBAN intestato esclusivamente al lavoratore, o a lui e un terzo soggetto;
  • l’accredito può essere diretto a una carta prepagata con o senza IBAN. È consigliabile custodire la ricevuta dell’avvenuto versamento corredata dalla data e ora dell’operazione;
  • l’assegno deve essere consegnato al lavoratore e, solo in casi in cui è certificata la sua impossibilità ad essere presente,  ad un soggetto da lui indicato.

L’eventualità che lo stipendio sia accreditato su un conto corrente intestato ad altri è ammissibile solo previa esplicita comunicazione scritta da parte del lavoratore. Questo deve rendere nota la propria intenzione al datore di lavoro che, per evitare problemi futuri con l’Ispettorato del Lavoro, conserverà la documentazione.

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Quando scatta il pignoramento della pensione

Può un debito verso la banca trasformarsi in un ergastolo?

Pignoramento-pensioneLa risposta, per quanto crudele, è sì. E il rischio è in agguato anche quando il correntista crede di aver rimborsato l’istituto integralmente, e poter dare inizio a una nuova fase della sua vita. L’ultima testimonianza in tal senso è arrivata attraverso la email di Lucio, un nostro lettore. Questo il suo sfogo:

Negli anni Novanta sono stato cliente di un importante gruppo bancario, sia in veste di privato che di amministratore di una società a responsabilità limitata. Dopo che questa è fallita è stato congelato anche il mio conto personale, e per chiudere i conti ho anche venduto numerosi beni di proprietà mia e di mia moglie. A quel punto ero convinto che tutto fosse finito, e che potessimo finalmente tornare a dormire sonni tranquilli.

I fatti, purtroppo, hanno dimostrato una verità diversa.

Tre mesi fa viene notificato un atto di precetto a mia moglie; l’importo preteso circa 45mila euro. Oggi, dopo più di 25 anni dalla conclusione dei miei rapporti con la banca, lei deve subire il pignoramento del quinto della pensione.

Com’è possibile che si siano fatti vivi solo adesso? E soprattutto, cosa implicherà in concreto tale provvedimento?

Il pignoramento della pensione rientra nei cosiddetti espropri presso terzi, in quanto la fonte di reddito del debitore viene aggredita dal creditore quando è ancora nella disponibilità dell’ente previdenziale erogante, o dopo che è stato depositato sul conto corrente.

Questo provvedimento è regolamentato dall’articolo 543 del Codice di Procedura Civile

La pensione non può essere pignorata integralmente. Il diritto del creditore a essere rimborsato deve infatti essere conciliato con la tutela del pensionato. A quest’ultimo va garantito il cosiddetto minimo vitale, e cioè l’importo necessario alle spese mensili di prima necessità, calcolate in misura equivalente all’assegno sociale aumentato della metà.

L’eventuale differenza tra l’ammontare iniziale della pensione e il minimo vitale può essere aggredita entro il limite di un quinto.

Per il 2019 l’assegno sociale dell’INPS ammonta a 458, perciò il minimo vitale corrisponde a 687 euro.

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