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Notizie

Sospensione fermo auto: dopo quanto si può tornare a circolare?

Quando si tratta di ganasce fiscali, l’incertezza regna sovrana

Sospensione-fermo-amministrativoTanto per cominciare, infatti, il provvedimento può scattare per le più diverse tipologie di debito, a partire dal bollo auto (che è di competenza regionale), per arrivare alle multe derivanti da infrazioni al Codice della Strada, passando per la tassa sui rifiuti (TARI).

Ciascuna di queste voci, in caso di insolvenza, rappresenta il presupposto per l’emissione di una cartella esattoriale da parte di Agenzia delle Entrate. Trascorsi due mesi dalla notifica, c’è ancora un’ “ultima spiaggia”: viene inviato un preavviso di pagamento che concede al debitore 30 giorni aggiuntivi per regolarizzare la sua posizione pagando o facendo ricordo.  Se anche questi passano invano, si procede alla riscossione coattiva, sfruttando una delle molteplici opzioni di pignoramento (conto corrente, beni immobili o mobili quali, appunto, l’auto).

Le conseguenze del fermo amministrativo

Il veicolo NON può essere utilizzato per circolare, a meno che il debitore non paghi interamente ed in un’unica soluzione la somma pendente, o non chieda (ed ottenga) la rateizzazione.

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Nel primo caso si può riprendere contestualmente a circolare con l’auto, nel secondo caso, invece, è necessario farsi rilasciare da Agenzia delle Entrate Riscossione la ricevuta dell’avvenuto pagamento della prima tranche, e depositarla presso il Pubblico Registro Automobilistico, così da ottenere la sospensione del fermo amministrativo.

Circolare su un’auto sottoposta a ganasce fiscale non è consigliabile perché si incorre in una multa particolarmente salata (tra 2.000 e 8.000 euro circa), oltre a subire la sottrazione del veicolo.

La redazione

 



 


Riscuotere i crediti sarà più difficile dall’estate?

Chi ha un debito deve segnarsi questa data: 22 giugno 2022

A partire dal prossimo solstizio d’estate, infatti, il pignoramento di stipendio/pensione diventerà particolarmente arduo se non impossibile. A rendere la procedura burocratica di esproprio più laboriosa è stata la Legge n.206 del 26 novembre 2021.

Cosa deve fare il creditore per ottenere il pignoramento?

Iscrizione-a-ruolo-pignoramentoDeve ottemperare alla notifica del numero di iscrizione a ruolo, nei confronti del debitore e della banca presso cui viene bonificato mensilmente stipendio o pensione.

È necessario, inoltre, che depositi la documentazione relativa alla procedura di pignoramento completa dei dati anagrafici delle due parti, e dei relativi codici fiscali.

L’iscrizione a ruolo deve riportare la tipologia di credito e la data in cui è stata fissata l’udienza. Qualora manchi uno (o più) di questi elementi si configura un vizio formale, e ciò determina l’annullamento del pignoramento.

Cos’è l’iscrizione a ruolo?

L’accezione del termine è letterale: il cancelliere del tribunale annota in un apposito registro la procedura di esproprio. È a seguito di questo passaggio che debitore, creditore e autorità giudiziaria si ritrovano ad interagire.

A gestire l’esproprio dei beni è, da qui, in avanti, Agenzia delle Entrate Riscossione, in quanto soggetto investito del ruolo di esattore. Ad essa spetta l’emissione e notifica della cartella di pagamento.

La redazione



 


Palermo: crede di aver acquistato l’immobile, e invece detiene solo diritto di superficie

Dietro le aste si nascondono spesso trappole e inganni. Per tutti i soggetti coinvolti

Asta-immobiliare-diritto-di-superficieIl debitore, infatti, vede svendere la casa costruita con i sacrifici di una vita, e che all’interno conserva tracce evidenti di ciascuna delle sue fasi più importanti. Il creditore, quindi, rischia di non recuperare per intero la somma pendente, dovendosi accontentare di qualche briciola…e chi acquista ben lungi da concludere un affare, scopre, dopo qualche tempo, di essere diventato beneficiario del diritto di superficie, e non proprietario.

Cos’è il diritto di superficie?

Consiste nella facoltà di edificare su un terreno che appartiene a qualcun altro (ente pubblico, azienda, privato cittadino). È annoverato, questo, tra i diritti reali di godimento, ma le sue ricadute operative sono considerevolmente limitate rispetto alle prerogative correlate alla proprietà.

Caltanissetta: l’amara sorpresa in Tribunale

Nell’immaginario collettivo e nell’opinione pubblica non c’è ancora coscienza e conoscenza adeguata del fatto che su immobili e terreni possono essere esercitati differenti diritti da differenti soggetti.

Capita così che in fase di compravendita l’acquirente non faccia ricerche approfondite, dando semplicemente per scontato che la controparte sia proprietaria dell’immobile. Salvo poi pagare – letteralmente – le conseguenze di questa leggerezza.

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Palermo, 2016. Nell’ambito di un’asta giudiziaria un cittadino sborsa 100mila credendo di acquistare un immobile, e invece si assicura soltanto il godimento del diritto di superficie. E per diventare effettivamente proprietario, deve pagare ulteriori 17mila euro…

La Sezione Civile del Tribunale di Caltanissetta ha rilevato che la responsabilità dell’accaduto è stata del magistrato che ha emesso il decreto di trasferimento. I documenti redatti dal notaio, infatti, avevano invece messo in evidenza che il debitore non era in possesso dell’immobile.

Il Tribunale ha quindi riconosciuto all’acquirente un risarcimento pari a 17mila euro, a cui si sommano la rivalutazione degli interessi e il rimborso delle spese legali.

La redazione



 


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