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Notizie

Posso pagare il bollo tramite il Reddito di Cittadinanza?

Il sussidio di povertà può essere utilizzato anche per le spese riguardanti l'auto?

La risposta è tutt’altro che scontata; la sua regolamentazione, infatti, non è stata integrale. Si sono così determinate alcune zone di ombra che rischiano di far muovere a tentoni i contribuenti beneficiari. Proviamo a spiegare cosa – sicuramente – non può essere pagato tramite il reddito di cittadinanza.

Il sussidio NON può essere speso per pagare l’assicurazione auto, ma il rifornimento di carburante sì. Inoltre ne è vietato l’impiego finalizzato all’acquisto di armi, materiale pornografico, gioielli, pellicce, e servizi creditizi/finanziari.

La disciplina del RdC, invece, non esplicita nulla in riferimento al bollo. Quindi, tecnicamente, questo può essere destinato al pagamento di utenze ed altri servizi essenziali presso poste, tabaccai, supermercati e bar.

Ho un debito: il creditore può pignorare il Reddito di Cittadinanza?

A pronunciarsi in merito è stato il Tribunale di Bari con sentenza 6028 di luglio 2020. Il sussidio è stato nettamente differenziato dagli assegni a carattere alimentare, di cui l'articolo 545 del Codice di Procedura Civile sancisce l'impignorabilità.

Il Reddito di Cittadinanza può quindi essere aggredito dal creditore e, cosa ancora più importante, questo NON è tenuto ad attenersi al tetto massimo di un quinto pignorabile. 

...e se il titolare del sussidio non paga l'affitto? Quali diritti ha (se ne ha) il proprietario di casa?Attualmente, purtroppo, non c'è un orientamento unanime e preciso da parte degli organi giudiziari. L'unico nesso certo tra il sussidio ed il canone di locazione, per ora, è dato dal fatto che quest'ultimo può essere pagato utilizzando la famosa prepagata gialla su cui l'RdC viene accreditato.

 Approfondimenti: Reddito di Cittadinanza e pignorabilità

 La redazione 

 



 


Se non pago il bollo rischio il pignoramento della casa?

Ogni giorno, per mesi, ti sei messo alla guida

Fermo-amministrativoCon gesti quasi meccanici hai percorso innumerevoli volte il tragitto casa-lavoro e ritorno, finchè, come un fulmine a ciel sereno, ha fatto capolino nella tua mente una domanda solo apparentemente innocua. Una domanda che pensi – rimproverandoti – sarebbe dovuta materializzarsi ben prima.

“Oddio, non ho pagato il bollo. E adesso?”

Preoccupazione ed ansia sono comprensibili…e fondate. Il mancato pagamento del tributo, infatti, può avere ripercussioni gravi se non si interviene tempestivamente.

La riscossione della somma pendente può intaccare, nell’ordine, stipendio/pensione, beni mobili (veicolo incluso, il che significa fermo amministrativo) e, in estrema ratio, i bene immobili.

Bollo auto: come e quando saldare il debito prima che sia troppo tardi

È un tributo, questo di competenza regionale. Così, spetta all’ente locale, trascorsa la naturale scadenza, emettere il sollecito di pagamento; l’importo sarà già comprensivo degli interessi di mora maturati.

Se anche la richiesta della Regione cade nel vuoto, la “palla” passa ad Agenzia Entrate Riscossione che notifica nuovamente il debito, garantendo all’automobilista, ulteriori 60 giorni per regolarizzare la sua posizione.  Se ciò non avviene, il Fisco predispone la procedura esecutiva, indirizzandosi sul conto corrente, e sui beni mobili del debitore; qualora l’ammontare del loro valore sia insufficiente, il pignoramento può focalizzarsi sulla casa.

La redazione



 


Riscossione crediti dello Stato: all'appello mancano 35 miliardi

La pace fiscale? Tanto rumore per nulla

Pace-FiscaleA fotografare il desolante scenario è l’Osservatorio dei Conti Pubblici, che ha rilasciato un documento che fa il punto della situazione. Tirare le somme, per così dire, in concomitanza con la chiusura dell’ultimo termine utile per pagare le rate del 2021 relative alla pace fiscale.

Numeri, quelli presentati dall’Osservatorio dei Conti Pubblici, che pesano (o meglio, dovrebbero pesare come macigni) nell’ottica di una riflessione e revisione delle misure fiscali adottate dal Governo. Attualmente, i quattro “pilastri” della riscossione varata da Agenzia delle Entrate (rottamazione, rottamazione bis, rottamazione ter e saldo e stralcio) sono fruttati 18 miliardi, cui le prossime scadenze dovrebbero aggiungerne altri due, a fronte dei circa 55 miliardi di entrate inizialmente stimate. In pratica, finora lo Stato ha perso più di 35 miliardi di euro. Quante cose si sarebbero potute fare, con questi soldi, in termini di politiche del lavoro, aumento delle pensioni, potenziamento del sistema sanitario…?

Mancato gettito fiscale: l’effetto slavina è iniziato nel 2000

Negli ultimi 20 anni circa l’ente riscossore ha lasciato stratificare più di 1000 miliardi di crediti; l’ultimo a parlarne, in ordine di tempo, è stato Mario Draghi, in un intervento al Senato.

Agenzia delle Entrate, dal canto suo, ripropone ciclicamente il tema; mesi fa il suo direttore ha chiarito qual è l’effettivo raggio d’azione che l’ente riesce a garantire, ed è purtroppo di soli tre anni. Ciò renderebbe necessario varare periodicamente interventi mirati, capaci cioè di determinare ricadute operative tangibili e incisive.

La redazione 

 



 


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