In questa sezione troverai ogni giorno tutte le news più interessanti e utili per te.

 

Scritte da esperti blogger, dottori commercialisti e esperti di finanza e diritto tributario, in quesi articoli troverai fatti reali e concreti. 

Svolgiamo un lavoro estenuante per filtrare le notizie false e le bufale. Non ci piace illudere i nostri utenti, ma insistiamo su  uno stile professionale e onesto.

Registrati e riceverai ogni settimana la newsletter gratuita con tutte le notizie e gli aggiornamenti utili direttamente sulla tua email.

Notizie

Che fare in caso di notifica di avviso bonario di una multa?

Suonano alla porta

multaVai ad aprire, apri la busta e ti accorgi che si tratta di una multa, magari di anni prima. Non riesci neppure a ricordare in che circostanza è “scattata”. Che fare, quindi? Pagare o fare opposizione? Quello che abbiamo appena descritto è l’incubo di molti automobilisti. Un incubo che ha un nome ben preciso: avviso bonario.

Ti potrebbe interessare

Bollo auto: allo studio proposta per abolirlo

Di cosa si tratta?

L’avviso bonario è una comunicazione di carattere informale inoltrata attraverso posta ordinaria per notificare l’esistenza di un debito. Nel caso specifico, è la procedura  attraverso cui il contribuente viene messo a conoscenza del fatto che ha compiuto un’infrazione al codice della strada. A partire dal ricevimento di questo c’è un mese di tempo per versare l’importo richiesto.

Che succede se vuoi impugnare l’avviso?

La Cassazione, con ordinanza n. 15957/15 del 28 luglio 2015, ha riconosciuto la possibilità per il cittadino di fare ricorso contro tutti quelli atti finalizzati a rendere nota la pretesa tributaria. Per estensione, dunque, anche l’avviso bonario relativo a contravvenzione stradale. Perciò, aver appurato qual è l’oggetto della contestazione contenuta nella comunicazione, si può procedere. L’autorità competente è il Giudice di Pace; i costi da sostenere, definiti di contributo unificato, partono da 47 euro – per importi fino a 1.100 euro – per poi aumentare in proporzione. 

Vuoi verificare se hanno iscritto un fermo sul tuo veicolo?  Richiedi adesso online un certificato PRA

 

 


 

 

Stipendio: quando può essere pignorato più (o meno) del 20%

Il metodo per calcolare la quota aggredibile è differenziato

Pignoramento-stipendioIl tetto massimo di un quinto, infatti, rappresenta un’indicazione di massima, vale a dire teorica. In molteplici, specifiche, casistiche, infatti, il creditore può pignorare una quota diversa dello stipendio del debitore.

Basti pensare all’assegno di mantenimento dovuto ai figli in caso di separazione: il genitore insolvente può subire un esproprio pari ad un terzo del suo reddito mensile.

Qualora il creditore sia Agenzia delle Entrate, il pignoramento può avvenire entro il 10% dello stipendio, se questo è inferiore o uguale a 2.500 euro. La quota massima aggredibile è invece del 7% per importi entro 5mila euro, e del 20% se il reddito mensile supera 5mila euro.

Leggi anche

Alimenti: che succede se il padre non paga?

…e se c’è più di un creditore?

Vengono soddisfatti uno dopo l’altro, se appartengono alla medesima tipologia; in caso di eterogeneità, invece, le pratiche possono svolgersi in contemporanea.

Le tre principali categorie di creditori sono: privati, agenzie pubbliche/territoriali di riscossione, ed ex coniugi cui spettano l’assegno di mantenimento. La cifra complessivamente pignorata, in questo caso, non può eccedere il 50% dello stipendio.

Clicca qui per ricevere assistenza, e rimborsare i creditori in modo sostenibile

La redazione

 

 


 

Come liberare il conto corrente in caso di debiti?

Il pignoramento presso terzi può compromettere definitivamente la vita del debitore

Conto-corrente-e-debitiL’impossibilità di disporre del proprio conto corrente incide non solo sulla quotidianità del privato cittadino, ma può determinare anche un contraccolpo professionale, nel caso di un imprenditore. L’iscrizione in Centrale Rischi equivale infatti a ricevere una sorta di lettera scarlatta, in quanto polverizza istantaneamente la credibilità riconosciuta dagli istituti di credito. Ne consegue la paralisi produttiva.

L’imperativo per il debitore è quindi agire tempestivamente per sbloccare il conto corrente. Le opzioni disponibili sono due: la conversione o la transazione con il creditore.

Traslocare il pignoramento per ottenere la “liberazione” immediata del conto

Questo, in breve, implica la procedura di conversione. Il debitore si rivolge al giudice per pattuire lo svincolo in tempi rapidi del proprio conto, impegnandosi a rispettare una serie di regole.

Il correntista trasferisce il pignoramento su un importo da depositare su un libretto ad hoc intestato alla procedura esecutiva e tenuto in consegna dalla Cancelleria del Giudice dell’Esecuzione.

L’ammontare della cifra da corrispondere è determinato dall’autorità giudiziaria, e deve comprendere oltre al capitale le spese e gli interessi.

In caso di pagamento rateale, dopo l’ultimo versamento l’intera somma viene trasferita al creditore. A questo punto si perfeziona lo svincolo del conto.

È necessario presentare la domanda per accedere a tale strumento prima che l’autorità giudiziaria assegni al creditore l’importo depositato sull’IBAN.

Transazione mediante scrittura privata

Si tratta di un accordo bonario stipulato tra debitore e creditore e finalizzato a liberare il conto corrente in tempi stretti, a seguito del parziale e immediato saldo della pendenza.  Dopo questo l’eventuale differenza può essere corrisposta a rate.

Solitamente, ricorrendo alla transazione, l’importo da corrispondere al creditore risulta inferiore a quello che sarebbe stato fissato mediante conversione.

A ciò si aggiunge il fatto che il creditore rientra in possesso dei propri soldi – o quantomeno di una parte cospicua di questi – con estrema rapidità. Non deve quindi attendere il pagamento dell’ultima tranche per disporre materialmente della liquidità.

Leggi anche

Bollo auto: cancellazione automatica dei debiti del periodo tra il 2000 e il 2010?

La redazione 


 


✍  FAQ    Chi siamo     
Info Privacy

CONTACT