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La carta Postepay può essere pignorata?

“Ci metto la firma”

Pignoramento-PostepayD’ora in poi pensaci due volte prima di siglare con il tuo nome un modulo, un’autocertificazione, un contratto. Perché, nonostante chi porge il fatidico foglio ostenti un sorriso e offra rassicurazioni verbali a buon mercato (“è solo una formalità, non si preoccupi), ogni volta che apponiamo la nostra firma sotto un testo SENZA prima leggerlo ATTENTAMENTE, corriamo dei rischi, economici e non solo.

Perfino quando attiviamo la carta – apparentemente – più accessibile e inoffensiva presente sul mercato. Vale a dire la classica Postepay, la prepagata gialla rilasciata da Poste Italiane, in pratica la “madre” della Postepay Evolution.

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Nel corso degli anni la carta prepagata Postepay si è diffusa massicciamente, in virtù dei costi contenuti e del fatto che non risultasse impegnativa dal punto di vista finanziario. Non deve, infatti, essere agganciata ad un conto né presuppone il deposito di somme consistenti. Così, di volta in volta è stata utilizzata come strumento di pagamento per vendite online, lavori saltuari e paghette dei figli impazienti di iniziare ad emanciparsi dai genitori.

Ciononostante, Poste Italiane invia regolarmente al Fisco i dati relativi a tutte le carte Postepay in corso di validità. “Ma com’è possibile? Nessuno me l’ha detto, quando l’ho attivata. E neanche dopo; neppure mio cognato e mio genero che lavorano agli sportelli”.

Nessuno te l’ha detto a voce semplicemente perché tecnicamente tu avresti dovuto GIA’ saperlo. Il consenso all’invio dei tuoi dati a terzi, infatti, è una delle clausole che hai accettato FIRMANDO il dettagliato contratto che ti è stato messo davanti al naso al momento dell’attivazione della Postepay classica.

Questo significa che il Fisco è autorizzato a passare al setaccio le informazioni relative ai movimenti effettuati negli ultimi 5 anni con la tua carta prepagata. E in caso di incongruenze/discrepanze con i redditi che hai dichiarato, o in caso di mancato pagamento dei debiti verso lo Stato o verso terzi, può mettere in moto la macchina del pignoramento.

Perciò se non vuoi ritrovarti un giorno con la carta svuotata a causa di una cartella più o meno “stagionata”,  ti conviene, d’ora in avanti, leggere attentamente prima di firmare.

La redazione

 

 

 


 

Come liberarsi (legalmente) delle cartelle se sei in difficoltà

Settembre è tempo di ripartenze. Lavoro, scuola, palestra…

Rottamazione-cartelle…ma soprattutto burocrazia e pagamenti. Bollette, bollo auto, ed i debiti con il Fisco, bloccati da marzo 2020, che si ripresentano all’improvviso. Implacabili e spesso imponenti per mole. Le rassicurazioni/rettifiche di Agenzia delle Entrate Riscossione circa le dilatate tempistiche di invio delle notifiche servono a poco, perché il nodo cruciale, per migliaia di famiglie italiane, è uno solo. L’impossibilità MATERIALE di saldare gli importi “congelati”: la pandemia ha lasciato dietro di sé ferite aperte e pulsanti, più che cicatrici.

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Tuttavia, ci sono due opzioni complementari che permettono ai contribuenti di affrontare la propria situazione debitoria ai fini di una risoluzione definitiva. Si tratta della rateizzazione e del ricorso al principio di tolleranza.

La rateizzazione in breve

È uno strumento, questo, di cui possono usufruire i contribuenti che hanno ricevuto cartelle esattoriali di importo uguale o inferiore a 100mila euro. La richiesta deve essere inviata ad AER entro il 31 dicembre 2021 e, qualora venga accolta, permette di dilazionare il pagamento attraverso un massimo di 72 rate (equivalenti a sei anni).

Il principio di tolleranza

Questo criterio prevede la possibilità di “saltare” fino a 10 rate (anche consecutive), in presenza di particolari condizioni previste dal Fisco. Se però le scadenze di pagamento sono 11 o più, il contribuente perde i diritti connessi al pagamento rateizzato.

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Condono cartelle: AER non ti avvisa se ne puoi usufruire

“Mi hanno detto che il Governo ha deciso di cancellare i debiti sotto 5mila euro

Condono-cartelle-bollo-autoCome faccio a sapere se sono state annullate anche le cartelle esattoriali che mi erano state notificate anni fa?”

Il Decreto Sostegni (Decreto Legge n.41/2021), all’articolo 4 (commi 4-9) ha previsto il condono delle cartelle entro 5mila euro. Il provvedimento è indirizzato alle persone fisiche e giuridiche che nel 2019 hanno dichiarato un reddito imponibile inferiore o uguale a 30mila euro.

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Bollo auto: posso pagare in ritardo? E cosa rischio?

La cancellazione riguarda anche le cartelle emesse a seguito del mancato pagamento del bollo auto, ma in NESSUN CASO verrà notificata ai contribuenti che possono avvalersene. Al contrario, spetta ai singoli effettuare dei controlli online per verificare qual è, attualmente, la loro situazione debitoria.

Nello specifico, è necessario collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, ed accedere al servizio dedicato presente al suo interno.

Attenzione, però, perché potrebbe emergere anche un quadro “ibrido”. Vale a dire, che nonostante la cancellazione di 5mila euro dovuti al Fisco, sussista un importo residuo da pagare. In tal caso, il sistema telematico permetterà di stampare contestualmente i relativi bollettini.

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