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Notizie

Bonus 200 euro: in arrivo click day per autonomi?

Sembrerebbe essere imminente la data destinata alla presentazione delle domande da parte delle Partite Iva

L’Adepp (Associazione Enti Previdenziali Privati) starebbe infatti discutendo sull’individuazione della scadenza per l’inoltro della domanda, e contestualmente si starebbe muovendo anche l’Inps in riferimento ad artigiani, commercianti e Gestione Separata.

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Bonus 200 euro: le ipotesi sulla data e la somma stanziata

Bonus-200-euro-lavoratore-autonomoI mezzi di informazione hanno indicato il 15 settembre come probabile click day. Intanto la misura è al vaglio della Corte dei Conti e, nel testo contenente tutti gli elementi di dettaglio, l’importo messo a disposizione dal Governo è passato da circa 80 milioni di euro a quasi 96; il totale, invece, è passato da 500 a 600 milioni, a seguito dell’approvazione del Decreto Aiuti Bis a fine luglio.

Chi può richiedere il bonus da 200 euro?

La misura, che costituisce, come per i lavoratori dipendenti una tantum, è destinata agli autonomi e professionisti iscritti all’Inps o alle casse che fanno capo all’Adepp a partire dal 17 maggio 2022, e che nel periodo d’imposta 2021 abbiano maturato un reddito entro 35mila euro.

Per poter accedere al bonus, però, è necessario aver effettuato, sempre entro il 17 maggio 2022, almeno un pagamento, totale o parziale, alla cassa presso cui si è iscritti.

L’indennità sarà erogata seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, a seguito della verifica della fondatezza dei requisiti indicati dagli aspiranti beneficiari.

La redazione



 


I debiti con il Fisco si trasmettono agli eredi?

I sospesi con Agenzia Entrate Riscossione NON sono come le malattie infettive

Non sono, cioè, trasmissibili. Gli eredi di un soggetto che doveva dei soldi ad Agenzia delle Entrate Riscossione non sono tenuti a pagare l’importo pendente. A stabilirlo è stata nei giorni scorsi la Sezione V della Suprema Corte di Cassazione (sentenza n.25315 del 24 agosto 2022).

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Se non pago il bollo rischio il pignoramento della casa?

All’origine della pronuncia, la vicenda degli eredi di una contribuente che aveva impugnato una cartella di pagamento sostenendo di aver già versato la somma dovuta. In sede di appello le ragioni della donna erano state rigettate, e questa era stata chiamata a versare un terzo di quanto inizialmente preteso dal Fisco. La successiva morte le aveva impedito di ottemperare all’obbligo, e la “palla” era passata agli eredi.

La V Sezione della Corte di Cassazione ha così giustificato la sua decisione: le sanzioni tributarie hanno carattere strettamente personale, e quindi si estinguono con la morte del soggetto titolare. Sono invece trasmissibili quelle civili, che hanno natura aggiuntiva rispetto alle obbligazioni a cui sono connesse.

La redazione

 



 


AER pretende somme ingenti? Deve avere le prove

L’accusa penalmente rilevante di mancata fatturazione non può basarsi su semplici sospetti

Guardia-di-Finanza-frodeSi è pronunciata in questa direzione l’autorità giudiziaria, sollevando un imprenditore 50enne di Perugia non solo dalla spada di Damocle di un comportamento passibile di reato, ma anche dal pagamento di un milione di euro. Cifra peraltro lievitata nel tempo, considerando che in origine la pretesa del Fisco ammontava a circa 650mila euro. Il verdetto è stato condiviso anche dalla commissione tributaria.

All’origine di tutto, l’accusa di frode mossa all’imprenditore; questo, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere avrebbe acquistato merce in modo illecito, senza cioè aver emesso regolari fatture. Erano seguiti controlli ad hoc presso l’abitazione e l’azienda dell’uomo, culminati con il sequestro di beni per l’ammontare della cifra ritenuta dovuta al Fisco.

Ciononostante nel 2014 e 2015 erano stati emessi ulteriori avvisi di accertamento che avevano fatto salire il presunto debito a un milione di euro.

La difesa aveva prodotto però in sede di giudizio la documentazione idonea a certificare la regolarità delle transazioni avvenute, vedendo riconosciute le ragioni dell’imprenditore, e contestualmente l’annullamento del sequestro dei beni.

La redazione



 


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