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Notizie

Modifica dei termini di prescrizione delle cartelle esattoriali?

I gatti hanno sette vite? I debiti con il Fisco solo una di cinque anni

Agenzia-Entrate-Riscossione-PrescrizioneTrascorsa questa finestra temporale lo Stato non potrebbe più battere cassa né pretendere alcunchè dal contribuente. Il Ministero dell’Economia sta infatti lavorando ad una riforma del sistema di riscossione la cui parola d’ordine è esemplificazione. Da qui l’intento di accorciare il “ciclo vitale” di un’ampia gamma di crediti affidati ad Agenzia delle Entrate (multe, tasse e contributi).

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Debiti e sfratti ai tempi del Covid19

La razionalizzazione delle procedure è una scelta praticamente obbligata, dando un’occhiata ai numeri. Attualmente le cartelle esattoriali “sospese” sono più di 150 milioni, che equivalgono a 1.000 miliardi di crediti congelati in una sorta di bolla spazio-temporale. La quasi totalità di queste (nello specifico, circa l’80%) riguarda il periodo compreso tra il 2000 ed il 2015.

La notizia è stata lanciata in questi giorni dal quotidiano Il Messaggero

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi aveva, del resto, fatto intuire il suo punto di vista sulla macchina burocratica statale ricollegando il condono inserito nel Decreto Sostegni con la presenza nei “magazzini” di Agenzia delle Entrate Riscossione di crediti ormai da lungo tempo non più esigibili.

Il Ministero dell’Economia sarebbe quindi intenzionato, da qui in avanti, ad occuparsi PRIORITARIAMENTE dell’incasso dei crediti più cospicui, così da tamponare l’emorragia finanziaria provocata dalla prescrizione.

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Debiti e sfratti ai tempi del Covid19

Casa dolce casa…

Sfratti-e-pignoramentiPurtroppo, però, non sempre le condizioni economiche di chi ci vive sono tali, da consentire il pagamento puntuale di tutte le relative voci di spesa. Luce, gas, tassa sui rifiuti, e, ovviamente, affitto.

Gli imprevisti sono all’ordine del giorno, soprattutto nei nuclei familiari composti da più di due persone e/o bambini, e questo può comportare spese praticamente inderogabili. Visite mediche, elettrodomestici/veicoli da sostituire, nuovi device tecnologici resi indispensabili dalla propria routine lavorativa…

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Trascorsi tre mesi senza che il debito sia saldato, il giudice dà il via libera alla procedura di sfratto vera e propria.

Si può finire in carcere, in caso di debiti?

Fortunatamente no, nella stragrande maggioranza dei casi. La fattispecie rientra invece nel penale se l’indebitamento ha assunto carattere intenzionale, vale a dire è stato determinato dal dolo.

La redazione 

 

 


 

Cartelle e pignoramenti: come evitare una torrida estate

Il 1° luglio si avvicina

Pignoramento-1-luglioE con questa data anche la ripresa delle procedure di riscossione da parte del Fisco. Contestualmente si rimetterà in moto anche la “macchina” di  pignoramenti ed ipoteche relativi ai debiti congelati a seguito dell’esplosione della pandemia di Covid19.

La buona notizia è che il creditore NON può mettere le mani sull’intera somma depositata sul c/c del debitore o su stipendio/pensione mensilmente accreditati. Il cosiddetto pignoramento presso terzi, infatti, segue criteri ben precisi, ad esempio il limite di un quinto.

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Perciò, se il debitore è titolare di pensione sociale, il creditore NON può aggredire un importo superiore al 20% del suo ammontare.

È possibile evitare il pignoramento presso terzi?

Andiamo con ordine. La procedura si perfeziona attraverso una citazione indirizzata al debitore ed al terzo pignorato. Questi sono convocati davanti al giudice che, dopo aver accertato l’esistenza del credito, autorizza la trattenuta su stipendio/pensione.

Tuttavia, il debitore ha a disposizione una sorta di exit strategy: saldare la somma pendente o comunque concordare il rimborso rateizzato entro 10 giorni dalla notifica del pignoramento.

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Debiti e lavoro: i piani del Governo per i prossimi mesi

La redazione 
 

 

 


 
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