Anziani: il peso dell’assistenza è tutto sulle spalle delle famiglie

Se non ci fossero bisognerebbe inventarle. Parliamo delle badanti.

Il loro supporto nei confronti dei più anziani e fragili non è solo una questione psicologica. Questo ruolo, ricoperto il più delle volte da persone immigrate, rappresenta ormai un punto di riferimento spesso imprescindibile per migliaia di famiglie italiane. Contestualmente, contribuisce ad alleggerire lo Stato in termini di spesa per il welfare.

Le badanti costituiscono nel nostro Paese un vero e proprio esercito. Secondo il censimento di Domina (Associazione Famiglie Datori di Lavoro Domestico) circolato a inizio anno, sarebbero infatti circa 400mila regolarmente assunte, mentre altrettante lavorano in nero. A conti fatti, quindi sarebbero 800mila, a fronte di appena 650mila infermieri. Un divario, questo, che denuncia la strutturale carenza di persone qualificato, atto cioè a rispondere in modo mirato alle esigenze mediche degli anziani.

 

L’esistenza di figure deputate all’assistenza domiciliare, capaci di guadagnarsi fiducia e confidenza non solo del diretto interessato ma anche dell’intero nucleo familiare, fa risparmiare lo Stato. Il problema, però, è che non tutti possono permettersi di assumere una badante, in quanto il suo stipendio medio, esclusi festivi e giorni di riposo, supera i mille euro al mese.

Dunque, l’auspicio è che si innalzi l’asticella delle risorse investite in strutture pubbliche. Ad oggi siamo fermi al 2% circa (1,6%, per l’esattezza), a fronte di una media europea del 5%...

 


 

 

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