Cartelle esattoriali: quando conviene aspettare la prescrizione?

Si parla tanto in questi giorni della riforma di Equitalia, del progetto di chiusura dell’Ente e della contestuale opportunità di accedere alla rottamazione delle cartelle. Tuttavia, in alcuni casi potrebbe essere possibile usufruire della prescrizione del debito.

Ma perchè c’è l’eventualità, concreta, che le cartelle esattoriali decadano? In quanto la chiusura dell’Agenzia di Riscossione, prevista per il luglio del prossimo anno, richiederà un notevole dispendio organizzativo e di energia, correlato al processo di “trasloco” del personale. Sono inoltre probabili slittamenti temporali e la perdita di informazioni e documenti, tra un passaggio e l’altro, il che potrebbe, inevitabilmente, andare a vantaggio dei contribuenti, facendo passare sostanzialmente sotto silenzio la “scadenza” di centinaia di migliaia di debiti.

Dunque, se da parte di Equitalia non ci sarà l’inoltro di un solleciti pagamento entro i termini di decadenza, il contribuente non dovrà pagare nulla. D’altro canto, se la prescrizione dovesse perfezionarsi da qui a qualche anno, è consigliabile aderire alla rottamazione della cartella, così da usufruire, perlomeno, di una riduzione di sanzioni e interessi.  Diverso è il caso in cui detta data sia lontana solo qualche mese.

A tal proposito vale la pena di ricordare che IRPEF, IVA e IRAP decadono dopo 10 anni dalla ricezione dell’avviso di pagamento, mentre per IMU, TARI e contributi INPS e INAIL la prescrizione arriva dopo 5 anni

Chi può usufruire della rotttamazione delle cartelle?

da redzione





 

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