Chi sono i responsabili della crisi della società leader dell’edilizia italiana?

Tremila posti di lavoro a rischio

Questo è il “bilancio” che potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni, se l’azienda Condotte S.p.A. non riuscirà a stilare un concordato, o quantomeno presentare un piano in grado di riattivare i propri cantieri.

Condotte S.p.A. è uno dei principali attori del comparto edilizio italiano, e presidia, contestualmente, anche alcuni mercati esteri. L’Alta Velocità di Firenze, un tratto della superstrada Siracusa-Gela e il nuovo Policlinico di Caserta sono solo alcune delle opere di cui la società si è occupata. Dunque, se non ci saranno “schiarite”, numerosissimi cantieri potrebbero finire paralizzati.

La situazione dei dipendenti di Condotte S.p.A. e dell’indotto si è gravemente compromessa a fine 2017, quando è stata interrotta l’erogazione degli stipendi. D’altro canto, a oggi, non sono stati effettuati licenziamenti.

La “radice” della crisi di Condotte S.p.A. sarebbe da ricercare nella difficoltà di riscuotere i crediti vantati nei confronti di istituzioni e pubbliche amministrazioni, il cui importo ammonta a circa 900 milioni di euro. Ciò avrebbe determinato la richiesta, a gennaio scorso, di un concordato in bianco, necessario a mettere in “stand by” eventuali procedure fallimentari ad opera delle banche.

Condotte S.p.A. ha sostanziosi debiti non solo verso le banche (circa 800 milioni di euro), ma anche nei confronti dei  fornitori (1 miliardo di euro).



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