Contro l'usura in Italia chiama in causa l'Unione Europea

La richiesta è dell'europarlamentare bergamasco Marco Zanni del Movimento 5 StelleIn Italia è in vigore la legge 108 del 1996 che fissa un tetto massimo ai tassi di interesse oltre al quale si sconfina nell'usura, con conseguenze penali per gli istituti finanziari. 
Tuttavia, una circolare della Banca d'Italia, dello stesso anno, permetteva alle banche di non considerare nel conto degli interessi la commissione di massimo scoperto (CMS). In questo modo, interessi reali pagati dai clienti superiori al tetto legale, risultavano a norma di legge. La giurisprudenza ha dichiarato più volte la superiorità della legge 108 sulla circolare di Bankitalia, non vincolante per le banche. 
Davanti a questa situazione, quali misure potrebbe imporre alle banche l'Europa per scongiurare il rischio usura? “L'Europa non può nascondersi e non considerare la gravissima situazione italiana, anche alla luce dell'intervento della Magistratura in questo settore. Il sistema bancario europeo è integrato nel SEBC, cui spettano anche obblighi di vigilanza e sorveglianza: le banche italiane fanno parte di questo quadro, non è ammissibile che tutto questo resti impunito. L'Europa ora dovrà valutare la situazione, e decidere nel caso le misure più idonee per risolvere questa situazione".
 
Assistiamo spesso ad annunci da parte della Banca Centrale Europea di disponibilità di denaro, ma poi le banche utilizzano tali somme per operazioni finanziarie e non per aiutare l'economia reale. Gli imprenditori spesso lamentano una difficoltà posta dalle banche all'accesso al credito.
Le banche sono sempre più restie a concedere crediti, e quando lo fanno a volte applicano condizioni assurde, arrivando anche ai casi di usura bancaria che ho denunciato".
 
L'Europa potrebbe intervenire per uniformare i costi dei conti correnti e delle spese bancarie per far sì che l'Unione Europea non sia una sola cornice di tanti Stati. "Bisogna dire che qualcosa si sta muovendo in questa direzione; recentemente è stata ad esempio adottata una normativa che consente ai cittadini europei di avere accesso in tutti i Paesi dell'Unione ad un servizio di conto corrente base, che prevede la fornitura di alcuni servizi obbligatori gratuitamente o ad un costo ragionevole. 
Le banche poi dovranno garantire un’informazione chiara (e standardizzata a livello europeo) su commissioni e tassi d’interesse, che dovrebbe permettere di confrontare le diverse offerte in maniera semplice. 
Anche sulle commissioni per bancomat e carte di credito si sta lavorando in Europa, per uniformare le diverse legislazioni nazionali. 
C'è ancora molto da fare: noi siamo appena arrivati, ma sicuramente non siamo andati in Europa per assistere passivamente al disfacimento del nostro sistema economico e finanziario. Vogliamo portare a casa risultati concreti, che servano a tutti. Questo è il nostro impegno".

Commenta l'articolo

Nessun commento trovato.

Nuovo commento