“Dalle biblioteche alle autofficine. Così resisto alla depressione da precariato”

Trasforma i rischi in opportunità

È questo il mantra degli anni Duemila, una tecnica di sopravvivenza che chiunque apprende, a proprie spese, macinando inciampi e alternando conquiste a sonore porte in faccia.

Già, perché fino a quando sono sedicenti mental coach a pontificare sugli effetti salvifici dello spirito di adattamento, il concetto di resilienza appare come un’entità fumosa, ai limiti del mitologico. Chi è costretto a plasmarsi assecondando le fluttuazioni del mondo circostante sa di dover essere un po’ camaleonte…e non ha tempo o energie per romanzare la faccenda.

 

Tra gli “specialisti” dell’equilibrismo 2.0 ci sono i ricercatori, figure fondamentali, in sistema socio-economico sano, per garantire la crescita della collettività di pari passo con il mantenimento delle acquisizioni teoriche pregresse. A oggi, la loro parola d’ordine è reinventarsi. La storia di Massimo dimostra però che è possibile farlo senza perdere la scintilla dell’impegno, capace di dare colore anche alle attività più routinarie…

 

 


 

 

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