Definizione agevolata: c’è tempo fino al 21 aprile. Calcola se ti conviene

Che la rottamazione delle cartelle Equitalia avrebbe suscitato aspettative nei contribuenti era largamente prevedibile. La misura, infatti, consente di saldare i propri debiti vedendosi decurtate sanzioni e interessi di mora nel caso delle cartelle esattoriali, e interessi di mora e maggiorazioni in presenza di infrazioni al codice della strada. Quindi, le somme dovute riguardano capitale e interessi, nonché gli importi maturati dall’Agenzia di Riscossione a titolo di aggio, spese di notifica e rimborso per le procedure esecutive.

Definizione agevolata: qual è il nuovo termine di presentazione della domanda?

Per far fronte alla vasta eco scatenata dal provvedimento nell’opinione pubblica, a partire dalle scorse settimane è stato potenziato il servizio di sportello nelle sedi territoriali considerate “nevralgiche” attraverso l’estensione degli orari di apertura.

A oggi le richieste di adesione alla definizione agevolata pervenute ammontano a 440mila e, per consentire a tutti gli interessati di poterne beneficiare, nei giorni scorsi è stato varato un emendamento ad hoc. Questo amplia i termini di presentazione nella domanda di tre settimane: il limite ultimo slitta quindi al 21 aprile. Dal canto suo, Equitalia ha tempo fino al 15 giugno per comunicare ai cittadini a quanto ammonta il debito. La scadenza da tenere d’occhio per chi pagherà in più tranche o in un’unica soluzione è quella di fine luglio 2017.

 Imparare a leggere l’estratto di ruolo per sapere quanto bisogna pagare

Liquidata da qualcuno, probabilmente in modo frettoloso , come la panacea dei guai con Equitalia, la definizione agevolata ha suscitato invece non poche perplessità negli addetti ai lavori. Difatti non la si può bollare in astratto e genericamente come vantaggiosa e conveniente: il giudizio di merito varia di caso in caso, e dipende dall’ammontare delle cifre che saranno decurtate in caso di adesione. Ciò rende quindi fondamentale imparare a leggere e decodificare un provvedimento come l’estratto di ruolo.

Tale documento fornisce il quadro della propria situazione debitoria nei confronti di Equitalia, indicando nel dettaglio a quanto ammontano i crediti dovuti e qual è la loro natura, nonché riportando informazioni sull’ente creditore e sulla data di notifica della cartella esattoriale.

La parte in alto a sinistra dell’estratto a ruolo contiene i dati relativi al concessionario di riscossione e al contribuente. Sotto (e prima del riquadro inerente l’importo addebitato) sono riportate le informazioni riguardanti il tipo di atto e il numero identificativo.

Al centro si trova una sorta di tabella a sette colonne che contiene voci come il codice tributo, l’anno di riferimento, il carico iscritto a ruolo e il debito residuo. Nelle righe orizzontali sono indicati i diritti di notifica, gli interessi di mora/somme aggiuntive, l’aggio, le spese esecutive e il totale.

Le sigle riportate accanto al codice tributo sono: A (altro), I (imposta), N (diritti di notifica), S (sanzioni), T (interessi), ed M (maggiori interessi di rateazione). Dunque, per risalire velocemente all’importo che verrà decurtato per effetto della definizione agevolata, è sufficiente sommare la cifra relativa a S con quella inerente gli interessi di mora. 

 


 


 

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