Emergenza abitativa: cosa fa il Comune mentre gli squali banchettano sulla disperazione delle persone?

A Roma, quando ci si sposta nelle periferie, la Grande Bellezza lascia il posto all’Estrema Desolazione. L’emblema di ciò che significa diventare una No Man’s Land è rappresentato da Tor Bella Monaca, dove la lotta quotidiana per la sopravvivenza ruota intorno al tema della casa. Il fatto che questa sia diventata per molti un vero e proprio business, fonte inesauribile di molteplici speculazioni, costituisce in tale zona della Capitale una sorta di segreto di Pulcinella.

Così sono all’ordine del giorno le storie di persone costrette a subaffittare un alloggio popolare dagli originari assegnatari, che magari successivamente sono riusciti a fare “il salto di qualità”. Molti si ritrovano a pagare anche 400 euro al mese, per potersi garantire un tetto sulla testa, ma, spiegano, d’altra parte l’alternativa, ovvero vivere in strada, non è certo allettante, specialmente quando ci sono minori.

L’Ater, la municipalizzata incaricata di gestire l’edilizia popolare, ha proposto agli occupanti abusivi di regolarizzare la propria posizione pagando un indennizzo. Il problema però, è che l’ammontare della somma è spesso proibitivo: si arriva infatti anche a 1.000 euro al mese, ma ovviamente, chi dispone di tale cifra non ha certo il problema di cercare altrove un alloggio. È in contesti del genere, potenzialmente a rischio in quanto vere e proprie bombe a orologeria, che populismo e radicalismi hanno gioco facile…

 



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