Equitalia: giù le mani dagli amici a quattro zampe

Nessuno tocchi Fido. Si può riassumere così l’importante modifica della disciplina dei pignoramenti degli animali introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 (Collegato Ambientale).  La correzione apportata all’articolo 514 del codice di procedura civile ha infatti sancito l’impignorabilità dei cosiddetti animali di affezione e di quelli da compagnia del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli. “Intoccabili” anche quelli utilizzati a scopo terapeutico o assistenziale, che si tratti di cani, gatti, cavalli o galline, non fa nessuna differenza. 
 
L’articolo 77 del Collegato Ambientale precisa poi che il divieto di pignoramento non riguarda gli animali di allevamento a uso domestico finalizzati unicamente alla riproduzione. 
 
«Gli animali, come riconosciuto dal Trattato di Lisbona e da una consolidata giurisprudenza, sono esseri senzienti e non era più tollerabile che il nostro ordinamento giuridico potesse disporne l’allontanamento dalla loro famiglia, trattandoli al pari di un televisore o di un oggetto qualsiasi». Così la Lav (Lega Anti Vivisezione), che si era impegnata sulla questione già dal 2008, con apposita proposta di legge. «Gli animali hanno una vita affettiva, relazionale ed emotiva: la separazione dalla loro famiglia è quindi vissuta come un vero abbandono che causa loro sofferenza psichica ed emotiva e ne provoca anche alle persone che li hanno accolti nel nucleo familiare. Il voto di oggi conferma la strada intrapresa dal Codice penale nel 2004, un tassello importante che, ci auguriamo, aprirà la strada al riconoscimento della soggettività giuridica degli animali, anche in altri e più estesi ambiti».
 

 

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