Fermo amministrativo, ecco perché i conti a volte non tornano…

I debiti possono scavare una voragine nella vita del cittadino

Fermo_amministrativo

Un abisso che può assumere le sembianze del fermo amministrativo. Arrivano le ganasce e, in un attimo, anche le attività più semplici del quotidiano diventano incredibilmente complicate, soprattutto per chi vive in una grande città. 

Per evitare di farne le spese, quindi, è necessario informarsi nel modo più dettagliato possibile. Proviamo a fare il punto sul provvedimento: cos’è, come funziona e cosa implica.

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Il quesito sorge spontaneo, soprattutto quando se ne è vittima. Tuttavia, è necessario sapere che la misura, introdotta nel 1973, è spesso completamente slegata, in termini monetari, dal credito che l’ha originata. Dunque, la somma di partenza può essere anche relativamente modesta, e quindi alquanto sproporzionata rispetto al valore del veicolo sottoposto a ganasce.

Perciò, rischia di incappare nel provvedimento anche chi, “semplicemente” non paga il canone Rai o dimentica il bollo auto.

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Che succede in caso di veicoli di proprietà di invalidi o cointestati?

Anche il mezzo di trasposto usato da un disabile può essere oggetto di fermo amministrativo. I requisiti per scongiurare le ganasce sono due: il veicolo è l’unico a disposizione del debitore, ed è fondamentale per l’esercizio della sua attività lavorativa. Se concorrono queste condizioni, il fermo amministrativo destinato all’invalido è illegittimo.

Neanche i veicoli cointestati sono indenni al provvedimento. Questo viene annotato nel PRA a nome del debitore, e all’altro proprietario non resta che sollecitare il saldo della pendenza, o risolverla egli stesso chiedendo successivamente il rimborso della cifra.

Possibile ottenere la revoca del fermo tramite garanzia su altri beni?

Secondo il buonsenso, il debitore potrebbe scongiurare le conseguenze negative del provvedimento offrendo in garanzia uno o più oggetti che abbiano il medesimo valore del mezzo sottoposto a fermo. Un’altra possibilità sarebbe quella di pagare in contanti il prezzo del veicolo. 

Tuttavia il creditore non accetta queste opzioni, soprattutto se la pendenza riguarda grosse somme, in quanto contrastano con il suo scopo primario che è quello di mettere alle strette l’interlocutore costringendolo a una situazione di forte disagio pratico. 

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La redazione


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