Ganasce auto: per liberartene non basta saldare il debito

L'esperienza è la maestra più efficace

Ganasce-auto

Un esempio? La massima popolare secondo cui l’importanza delle cose emerge con chiarezza - e quasi con prepotenza - quando non sono più a portata di mano. Insomma, quando per cause di forza maggiore, o magari per nostre leggerezze, non possiamo più darle per scontato.

Alcuni di noi, quasi certamente, hanno fatto i conti con le sgradevoli conseguenze di questa situazione quando si sono ritrovati appiedati per il fermo amministrativo dell’auto o del motorino. Così, una mattina che sarebbe dovuta essere come tante altre, si è rivelata indimenticabile (o meglio, da incubo) dopo aver visto le famigerate ganasce apposte al proprio “bolide”.

Quali sono le condizioni che fanno scattare tale provvedimento? Quali i suoi effetti, e come liberarsene materialmente? Abbiamo provato a fare chiarezza, per evitare d’incappare in un’altra massima “figlia” della saggezza popolare: “sbagliare è umano, perseverare è diabolico”.

Di cosa parliamo quando parliamo di fermo amministrativo?

Si tratta di una misura intrapresa dall’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) per “mettere al sicuro” un credito non saldato dal contribuente nei 60 giorni previsti. Il provvedimento si concretizza mediante ganasce fiscali, la cui applicazione deve essere annunciata da relativo preavviso.

Il fermo amministrativo del singolo veicolo scaturisce da una o più cartelle esattoriali inevase, il cui ammontare sia pari o superiore a 800 euro.

Hanno messo le ganasce alla macchina. A cosa vado incontro?

L’applicazione della misura comporta l’impossibilità di utilizzare il veicolo, condurlo fuori dai confini nazionali e/o demolirlo fino a quando non salderai il debito. Eventuali violazioni prevedono sanzioni assai salate, e cioè, non solo una multa compresa tra circa 2.000 e 8.000 euro, ma anche il sequestro del mezzo.

Ho estinto il mio debito. La cancellazione del fermo è automatica?

Assolutamente no. Soddisfare il credito vantato dall’ente riscossore è infatti condizione necessaria ma non sufficiente per disporre nuovamente appieno del veicolo.

Dunque, dopo aver completato il pagamento, devi ottenere una documentazione ad hoc da AER, e comunicare al Pubblico Registro Automobilistico non solo tutte le informazioni relative al mezzo, ma anche l’ammontare del debito estinto. Contestualmente, bisogna esibire il certificato di proprietà relativo al veicolo, che si ottiene previo pagamento di 32 euro di imposta di bollo. In alternativa puoi avvalerti del modulo NP-3 al costo di 48 euro.

Quasi certamente a questo punto ti starai facendo una domanda, o meglio, LA domanda. Come posso verificare se sulla mia macchina c’è un fermo amministrativo? Qui trovi il link al form da compilare.

La redazione 

 

 


 
 

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