«L’ipoteca di Equitalia era illegittima». Intanto il debito da 26 milioni di euro rimane

L’Agenzia di Riscossione sbaglia? Non è detto che il contribuente possa tirare un sospiro di sollievo. Ne è la dimostrazione la storia di un uomo  pugliese. Il 62enne brindisino  non solo è costretto a vivere con una pensione da fame, ma si è anche visto richiedere una cifra spropositata: circa 25 milioni di euro.

All’origine di tutto la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria che gli viene recapitata lo scorso febbraio, correlata da un’intimazione di pagamento a un mese, pena l’iscrizione ipotecaria per il doppio del debito.

La situazione dell’uomo si è quindi rapidamente compromessa, considerando che già in partenza era piuttosto precaria. Infatti la sua vita lavorativa era stata pregiudicata dall’insorgere della cardiopatia, che lo aveva costretto a restare a casa. Dopo che arriva la comunicazione di Equitalia, ovviamente il 62enne mette tutto in mano agli avvocati e viene inoltrata una richiesta di accesso agli atti, così da fare luce sulle cartelle di pagamento. Nessuna risposta. Il punto è che non è possibile iscrivere ipoteca senza preventiva notifica  delle cartelle da cui deriva, perché si priva il contribuente della possibilità di impugnarle e farle dichiarare illegittime. Dunque, l’Agenzia di Riscossione si è resa responsabile di un vizio procedurale nonché di uno consequenziale.

Quando si apre il procedimento davanti alla Commissione Tributaria, Equitalia rinuncia a prender parte alla causa e quindi perde. Viene decisa la decadenza dell’iscrizione ipotecaria preventiva ma il Tribunale non si pronuncia in riferimento alle cartelle non notificate

Quale sarà, a questo punto, la sorte dell’uomo? Non è dato saperlo. Quel che è certo, è che l’Agenzia di Riscossione potrebbe intervenire da un momento all’altro con il pignoramento dei beni. Nel frattempo, i suoi legali non hanno gettato la spugna, e anzi hanno provveduto a impugnare le vecchie cartelle esattoriali. 

 

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