“L’Italia mi ha dato un lavoro, ma sembra impossibile restituire il favore”

La fatica e la costanza premiano. Così, cominciando come lavapiatti ci si può ritrovare a gestire una propria attività ristorativa. È successo allo chef cingalese Hiron Peiris, e la sua storia è simile a quella di molti immigrati trapiantati nel nostro Paese, e diventati imprenditori. Potenziali datori di lavoro per gli italiani, devono però spesso fare i conti con candidati poco propensi al sacrificio e all’impegno, e confrontarsi con situazioni che hanno del paradossale. 
“Nel mio ristorante a Firenze, oltre me, attualmente lavora soltanto un rumeno e una ragazza asiatica. Vorrei assumere anche italiani, ma sembra impossibile trovarne”. Così Hiron Peiris
La fatica e la costanza premiano. Così, cominciando come lavapiatti ci si può ritrovare a gestire una propria attività ristorativa. È successo allo chef cingalese Hiron Peiris, e la sua storia è simile a quella di molti immigrati trapiantati nel nostro Paese, e diventati imprenditori. Potenziali datori di lavoro per gli italiani, devono però spesso fare i conti con candidati poco propensi al sacrificio e all’impegno, e confrontarsi con situazioni che hanno del paradossale. 
“Nel mio ristorante a Firenze, oltre me, attualmente lavora soltanto un rumeno e una ragazza asiatica. Vorrei assumere anche italiani, ma sembra impossibile trovarne”. Così Hiron Peiris
 

 


 


 

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