La povertà non è un problema. Turbare il senso estetico dei turisti, invece, sì…

La povertà non è un problema

Ordinanza-decoro-urbano-Genova

Se questa è una legge, verrebbe da dire, leggendo il regolamento stilato da Stefano Garassino (Lega), Assessore alla Sicurezza del Comune di Genova.

Il provvedimento introduce infatti una multa di 200 euro a carico di chi sporca il suolo pubblico rovistando nei cassonetti. A conti fatti, la sanzione minaccia di colpire a mo’ di mannaia soprattutto anziani, uomini separati e giovani disoccupati, che sono le categorie sociali più esposte al fenomeno della povertà.

Il regolamento, peraltro, mira ad applicare la Legge Minniti sul Decoro Urbano: inevitabile quindi constatare, con una certa amarezza, che ad “armare” la mano di chi intende colpire i più deboli ci sia stato un governo di (cosiddetta) sinistra.

Dal canto suo Stefano Garassino dichiara che era inevitabile prendere posizione contro il fenomeno dei cassonetti  rimestati, in quanto da una località come Genova i turisti pretendono standard estetici e di igiene alti. Il punto, comunque, è che nel capoluogo è molto forte il divario, in termini di disponibilità economiche, tra cittadini. Il 3% dei risiedenti in città ha infatti un reddito che supera quasi del 50% quello di chi si trova in stato di indigenza.

La sensazione, quindi, è che, piuttosto che affrontare in modo strutturale la questione povertà, ci si voglia limitare a “tamponarne” le manifestazioni visibili. Nel frattempo, Sanremo si appresta a seguire “l’esempio” di Genova: il comune infatti intende introdurre una multa compresa tra 25 e 300 euro per chi sparge rifiuti in spazi pubblici

 

 


 
 
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